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  • ADHD: le punizioni sono efficaci?

    ADHD: le punizioni sono efficaci?

    I bambini con un disturbo da deficit di attenzione e iperattività hanno bisogno di genitori comprensivi, che sappiano accettare e interpretare in modo corretto i loro comportamenti.
    Questa capacità richiede una serie di aggiustamenti educativi e l’acquisizione di strategie funzionali per interagire in modo efficace con il proprio figlio: ciò risulta essere fondamentale per creare un clima familiare tranquillo e sicuro, dove il bambino è predisposto all’apprendimento.
    Nel contesto educativo, specialmente di fronte a questo tipo di difficoltà comportamentali, i termini disciplina e punizione ricorrono in modo costante e spesso vengono utilizzati in modo interscambiabile. In realtà, attraverso queste parole si fa riferimento a due concetti molto differenti fra di loro. La punizione consiste nell’associare ad un comportamento giudicato come negativo, uno stimolo avversivo (ad esempio una nota), oppure nel rimuovere uno stimolo positivo (ad esempio i cartoni animati), in modo tale da ottenere una diminuzione del comportamento non desiderato. Tuttavia, la punizione non offre una alternativa comportamentale e in questo modo non consente al bambino di identificare un modo corretto di comportarsi. La disciplina consiste invece nell’insegnare al bambino come comportarsi, includendo l’individuazione e spiegazione del comportamento sbagliato e offrendo un’alternativa accettabile. Inoltre, la disciplina si basa sul rinforzo positivo, che consiste nell’emissione di un incentivo ogni volta che viene messo in atto un comportamento funzionale. Questo atteggiamento sarà utile per il bambino poiché imparerà a comportarsi in modo corretto, ma soprattutto potrebbe portare benefici nella relazione con l’adulto.
    Il modo migliore per disciplinare un bambino con ADHD è attraverso un programma di modifica del comportamento, che consiste nel definire obiettivi adeguati all’età e raggiungibili, premiando sistematicamente ogni piccolo risultato finché il comportamento non diventa routinario. Premiando il comportamento positivo (piuttosto che punendo il comportamento negativo) si contribuisce ad aumentare ulteriormente la motivazione del bambino a comportarsi correttamente.
    In molti casi il bambino con ADHD non si adegua alle richieste o ai comportamenti corretti a causa delle difficoltà esecutive ed attentive, legate al controllo comportamentale. Se il bambino viene punito per un comportamento che non riesce a controllare, ciò si ripercuote sulla sua autostima e sul suo senso di autoefficacia, portando alla costruzione di una concezione negativa delle proprie capacità e possibilità. Inoltre, all’interno di un contesto educativo ci si dovrebbe focalizzare sul comportamento inadeguato, non tanto sul modo di essere del bambino, separando l’azione dalla persona.
    Come genitori è importante cercare di guardare al comportamento del proprio figlio con uno sguardo positivo, per promuoverne il benessere e facilitare la relazione. Con questo non si intende demonizzare la punizione, che può essere utilizzata in certi contesti, oppure come ultima risorsa, ma si vuole facilitarne la conoscenza delle caratteristiche e gli eventuali effetti, per fare delle scelte educative consapevoli.
    In ogni caso, affinché il bambino si senta amato e sostenuto deve percepire che il genitore ha fiducia nelle proprie capacità, dunque, un passo fondamentale è quello di accettare il funzionamento divergente del proprio figlio e le sue imperfezioni. Sebbene infatti la mente di questi bambini funzioni in modo diverso, ha in realtà le potenzialità per avere successo così come qualsiasi altro bambino. 

    Sitografia:

    ADHD e punizione: https://www.additudemag.com/behavior-punishment-parenting-child-with-adhd/

  • Come organizzarsi quando si soffre di ADHD

    Come organizzarsi quando si soffre di ADHD

    ADHD e organizzazione
    L’ADHD è un disturbo del neurosviluppo e molti dei sintomi sono legati a problemi nelle funzioni esecutive, cioè a quelle abilità che aiutano a eseguire o a portare a termine ciò che si intende fare
    L’ADHD è anche uno spettro, il che significa che il tipo e la gravità dei sintomi possono variare da persona a persona in diverse funzioni esecutive, come: controllo degli impulsi, controllo delle emozioni, pensiero flessibile, memoria di lavoro, autocontrollo, pianificazione e definizione delle priorità, avvio dei compiti e organizzazione.
    Pensate alle vostre funzioni esecutive come al direttore d’orchestra del vostro cervello. In pratica, le funzioni esecutive aiutano a pianificare, organizzare, fissare obiettivi, iniziare e completare i compiti.
    Se soffrite di ADHD e state cercando di organizzarvi a casa, al lavoro o altrove, è probabile che abbiate difficoltà con una (o più) di queste funzioni esecutive.
    Organizzarsi e mantenersi organizzati è un compito che richiede molto impegno, ma per chi soffre di ADHD può essere ancora più difficile. La buona notizia è che difficile non significa che sia impossibile.
    Esistono alcuni modi per organizzarsi e rimanere organizzati:

    1. Stabilite un obiettivo
      Avete difficoltà a gestire i progetti o a classificare alcune cose? Oppure vi ritrovate a passare la maggior parte della giornata a cercare di capire da dove iniziare un progetto per poi non concludere nulla?
      Annotate ciò che sperate di ottenere (fate un brain dump, cioè trasferite ciò che avete in testa per iscritto, in modo da alleggerire il carico cognitivo).
      Stabilire quali sono le difficoltà e definire un piano e degli obiettivi è il primo passo per affrontare il compito dell’organizzazione.
    2. Suddividere l’obiettivo in passi più piccoli o sotto obiettivi
      Se avete un piano o un obiettivo che richiede più fasi e attenzione ai dettagli, suddividetelo in fasi più piccole e gestibili, più facili da realizzare. Ricordate che non dovete fare tutto in una volta.
    3. Programmare il tempo che dedicherete a questi compiti
      Prevedete del tempo per completare il vostro obiettivo. Trovate un metodo che vada bene per voi.

    Alcuni suggerimenti pratici che possono essere utili:

    • Utilizzate un’agenda digitale per registrare ogni giorno tutte le attività e gli appuntamenti;
    • Aggiungete i compiti al vostro calendario come se fossero appuntamenti/scadenze da rispettare;
    • Create brevi periodi di tempo per affrontare determinati compiti. Quando il tempo è scaduto, passate a un altro compito o riprogrammate per un altro momento fino a quando il compito non è stato completato;
    • Cercate di renderlo divertente e interessante. Ponete delle sfide a voi stessi. Riuscite a pulire in dieci minuti o a organizzare qualcosa in cinque minuti? Ascoltate musica o qualcosa di piacevole mentre lo fate;
    • Evitate le liste di cose da fare. Possono complicare e aggiungere stress al processo. Concentratevi su pochi compiti al giorno anziché su molti. Un piccolo progresso è sempre un progresso;
    • Date un posto fisso ad ogni cosa: se notoriamente perdete oggetti come le chiavi, gli occhiali o il telecomando, teneteli sempre nello stesso posto. Tenere le cose vicino a dove si usano può renderle più facili da mettere via o da trovare il giorno in cui servono. Programmate da 5 a 10 minuti al giorno per rimettere gli oggetti dove li avete trovati. Può sembrare assurdo programmarlo, ma se riuscite a farlo diventare un’abitudine, sarà una cosa in meno di cui preoccuparsi.
    • Chiedere aiuto: Non si può sempre fare tutto da soli. Chiedete aiuto quando ne avete bisogno.

    Un modo per affrontare le sfide organizzative dell’ADHD è rendersi conto che la perfezione è sopravvalutata. Cercate di essere gentili con voi stessi. Ricordate a voi stessi che a volte il buono è abbastanza buono. Se si mantengono aspettative ragionevoli e si prendono provvedimenti per rimettersi in carreggiata, si cominceranno a vedere cambiamenti significativi.

  • Step da mettere in atto per ridurre il comportamento oppositivo provocatorio in bambini con diagnosi di ADHD

    Step da mettere in atto per ridurre il comportamento oppositivo provocatorio in bambini con diagnosi di ADHD

    Prima di iniziare a parlare dei passaggi da mettere in atto, è  importante fare una breve introduzione del Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività (ADHD). Un bambino che riceve questa diagnosi ha come sintomi una durata scarsa o breve dell’attenzione e\o vivacità e impulsività eccessive non appropriate alla sua età. Tutto questo va ovviamente a interferire con le sue funzionalità e il suo sviluppo.
    Inoltre, vari studi hanno scoperto che tra il 45% e l’84% dei bambini o adolescenti a cui è stato diagnosticato l’ADHD, soddisfano tutti i criteri diagnostici per il disturbo oppositivo provocatorio. E che cosa vuole dire? Questi bambini hanno maggiore probabilità di disobbedire ai propri genitori o comunque alle figure autorevoli e possono agire in maniere aggressiva. Presentano anche delle difficoltà a gestire e regolare le emozioni e si arrabbiano facilmente.
    Adesso che abbiamo fatto questa breve introduzione possiamo parlare degli step. Quando si ha un figlio che mostra spesso comportamenti oppositivi, la situazione in casa o in qualsiasi altro contesto può diventare frustrante. La chiave di tutto però è capire da dove proviene questo comportamento, cos’è che lo fa scattare e una volta capito prepararsi a prevenire o comunque gestire queste situazioni. In questo articolo parleremo di strategie da mettere in atto per evitare così di fare o dire qualcosa che non farebbe altro che aumentare l’ostilità nel bambino.
    Il primo step da affrontare è quello del prendersi cura di sé, può sembrare un passaggio strano e\o addirittura inutile, ma è forse tra i più importanti. La diagnosi di tuo figlio non deve sconvolgere e inglobare totalmente la tua vita, come la sua. Una diagnosi di ADHD può far sentire i genitori esausti, stressati e depressi e per questo è giusto prendersi anche cura di se stessi. Bisogna farlo un po’ per amor proprio, ma se questo non interessa, bisogna farlo almeno perché quando si è più tranquilli e riposati, si ha anche più pazienza ed è quindi più probabile che non si reagisca a un comportamento del bambino in un modo che non farebbe altro che peggiorare la situazione.
    Ritarda la tua risposta. Quando si deve affrontare un comportamento provocatorio questo può mettere a dura prova la nostra pazienza. Ed è proprio in questi momenti che è facile dire qualcosa per cui ci potremmo pentire in futuro; quindi, prova a fare un respiro profondo e a contare almeno fino a 10! È molto importante che tu riesca a trovare il modo migliore per rispondere, perché quando il bambino è agitato ha bisogno che tu sia calmo.
    Step fondamentale è quello di rafforzare i comportamenti positivi. Quando trovi tuo figlio a comportarsi bene spontaneamente, lodalo, ricompensa (magari cambiando periodicamente le ricompense per non farlo abituare e annoiare) questi comportamenti. È sempre più efficace utilizzare ricompense e incentivi prima delle punizioni.
    Purtroppo, però, nella vita di un bambino con ADHD la frustrazione è una compagna di vita. Viene sperimentata a seguito a fallimenti ripetuti, quindi a volte succederà che inizieranno ad esitare di fronte a circostanze in cui temono di fallire nuovamente. Il consiglio è quindi quello di essere consapevoli di questa strategia di coping e pazienti, attua dei comportamenti che aiutino tuo figlio ad avere un’opportunità di successo. E se questo successo non dovesse arrivare ricorda che compiti che sembrano semplici possono essere molto complicati per un bambino con ADHD. Premia allora il duro lavoro, lo sforzo e il progresso, invece che concentrarti sul risultato.
    Un altro consiglio è quello di offrirgli scelte accettabili. Ma che vuol dire? La vita di un bambino è governata dalle indicazioni degli adulti e quando a qualcuno viene detto sempre cosa fare, specialmente se questo qualcuno tende a essere oppositivo, lo porterà automaticamente a rispondere e a contrapporsi. Quindi, per esempio, invece di dire: “È l’ora di fare i compiti”, ponigli la domanda “Vuoi iniziare i compiti ora o dopo aver fatto uno spuntino?”.
    L’ultimo step di cui è importante parlare è quello che chiameremo il ruolo del genitore. Tu come genitore o comunque tutore del bambino devi fare tre cose fondamentali:

    1. Dare regole chiare, coerenti e che vengano soprattutto comprese dal bambino;
    2. Ideare e mantenere una routine quotidiana, ai bambini con ADHD aiuta sapere cosa accadrà dopo perché rende le cose meno caotiche;
    3. Concedersi dei momenti con il bambino, programmare un momento speciale. Questo passaggio è importantissimo perché molto spesso i bambini con ADHD sperimentano interazioni sociali negative a causa dei loro comportamenti oppositivi-provocatori.
  • Modi per promuovere le tue risorse nonostante l’ADHD

    Modi per promuovere le tue risorse nonostante l’ADHD

    L’ADHD può non essere un limite ma si possono gestire i sintomi in modo da usarli come punti di forza.

    • Sei creativo e divertente: impara nuovi modi per gestire i tuoi sintomi e usali a tuo vantaggio, anche trovando strategie nuove per memorizzare e il tuo modo per organizzare le informazioni nel tuo cervello!
    • “Agire d’impulso a volte porta a cose meravigliose”, usa la tua spontaneità per raggiungere i tuoi obiettivi e sogni!
    • La tua prospettiva, diversa dalle altre, può mostrare un punto di vista diverso per affrontare e risolvere i problemi.
    • Con la tua passione ed energia puoi ispirare gli altri a inseguire i loro obiettivi!
    • Durante la scuola affronterai sfide difficili e grazie a queste diventerai un vero e proprio guerriero, resiliente.
    • Definisci cosa è per te il successo, solo per te, non per gli altri e trova persone che celebrano con te i tuoi successi ma che sappiano stare al tuo fianco anche quando avrai degli insuccessi: questi sono necessari, fai un respiro e ricomincia. Sono normali rischiando, ma solo rischiando riuscirai ad avere anche dei successi! Ricorda i tuoi successi precedenti e usali come motivazione per ottenerne degli altri!
    • Quando non pensiamo a nulla entriamo in una modalità predefinita (DMN), contrariamente a quando prestiamo molta attenzione e immaginiamo (TPN): nelle persone neurotipiche vi è una diminuzione del DMN quando si passa al TPN, ma nelle persone con ADHD questo non accade in egual misura e rende difficile la concentrazione. Prova a reindirizzare la tua attenzione facendo altre attività.
    • Fai esercizi giornalieri sull’equilibrio e la coordinazione (es. stare su una gamba sola, anche a occhi chiusi, cambiati ad occhi chiusi, fai sport che chiedono equilibrio), per migliorare anche la cognizione, il controllo sulle emozioni e la concentrazione.
    • Trova i tuoi talenti, ciò in cui sei bravo e creativo, la tua attività stimolante che conta per te.

    Spero che il caso di Leonardo dia finalmente prova che l’Adhd non è collegato ad un basso quoziente intellettivo o a una minore creatività, quanto piuttosto alla difficoltà di sfruttare al meglio il proprio talento naturale. Spero che l’eredità di Leonardo possa aiutarci a cambiare e eliminare questo stigma intorno all’Adhd“. https://www.wired.it/scienza/medicina/2019/05/24/leonardo-da-vinci-aveva-adhd/?refresh_ce=

    Bibliografia

     

  • La vita in classe per i bambini con problemi di attenzione

    La vita in classe per i bambini con problemi di attenzione

    Come possiamo aiutarli?
    Gli insegnanti hanno il compito di gestire la classe in maniera calma e autorevole. Nel caso in cui in classe ci siano bambini con ADHD è importante fornire regole semplici, comprensibili, espresse in maniera positiva e non come un divieto. Vanno definite bene, non semplicemente imposte. All’inizio dell’anno scolastico vanno condivise con i genitori al fine di adottarle anche a casa. Potrebbe essere una buona idea quella di far sedere lo studente accanto alla maestra, per evitare distrazioni e rumori eccessivi presenti tra i compagni. È importante avere fiducia nelle possibilità e nelle competenze del bambino, utilizzare un approccio positivo che pone l’accento sul rinforzo e sulla ricompensa quando vengono messi in atto comportamenti opportuni e corretti, non essere punitivi.
    Per evitare stanchezza, stress ed eccessiva frustrazione, il lavoro va suddiviso in micro-attività. Vanno previste delle pause (usando un timer per indicare quando iniziano e finiscono), dando la possibilità al bambino di muoversi fisicamente con un senso e in modo controllato, affidandogli dei piccoli compiti.
    Per aiutarlo a comprendere è utile sottolineare le parole chiave, cercare insieme le parole difficili per capirne il significato dal senso della frase, riassumere, motivare ad esporre e a raccontare quanto letto.
    Al fine di evitare la caduta dell’attenzione durante le lezioni è possibile rendere i compiti più interessanti, permettere di lavorare in coppia, in piccoli gruppi, alternare compiti molto interessanti ad altri meno interessanti, usare stimoli visivi per attirare l’attenzione, cercare le novità, specialmente alla fine di un lungo compito. Possono trasformare in gioco la correzione dei compiti e il ripasso mnemonico.

  • ADHD: canalizzare le energie!

    ADHD: canalizzare le energie!

    Quando ci troviamo di fronte a una persona, soprattutto a un bambino che non ha ancora raggiunto le sue autonomie, che presenta il disturbo dell’ADHD, ci domandiamo spesso cosa possiamo fare per incanalare le sue energie. Che tu sia un\un’insegnante, un genitore, un educatore o semplicemente una persona curiosa, in questo articolo proveremo a fornirti delle idee in modo tale che tu possa agire nel miglior modo possibile. Questa diagnosi può suscitare nelle persone di riferimento del bambino sconforto e stress poiché si trovano impreparati nella gestione del comportamento del bambino.
    Prima di iniziare però è bene fornire una breve descrizione di che cos’è il disturbo da deficit dell’Attenzione e Iperattività (ADHD). Questo è un disturbo evolutivo dell’autocontrollo di origine neurobiologica che interferisce con il normale sviluppo psicologico del bambino. Si manifesta principalmente con difficoltà di attenzione e concentrazione, incapacità a controllare l’impulsività e il livello di attività motoria. È difficile infatti per il bambino controllare il proprio comportamento con lo scorrere del tempo, non riuscendo magari a raggiungere degli obiettivi e questo lo fa sentire frustrato, incapace e può causare lo sviluppo di una bassa autostima.
    La prima cosa da ricordare è che il comportamento iperattivo non è una scelta, ma un’espressione di un disturbo, il bambino non sceglie di essere iperattivo, non ne può fare a meno.
    Essendo questo un disturbo del neurosviluppo è difficile fare una diagnosi nei primi 4 anni di vita, poiché i sintomi sono difficilmente distinguibili dai comportamenti normali. È infatti con l’ingresso a scuola che si manifestano in maniera evidente (es. il bambino non sta fermo sulla sua sedia, si alza e gira per la classe, parla incessantemente e non aspetta il suo turno). Uno degli errori più comuni che si può commettere e quello di sgridarlo e di dirgli di rimanere fermo, ciò procura infatti al bambino un senso di inadeguatezza e di frustrazione. La soluzione è offrigli attraverso attività costruttive delle opportunità per muoversi. Vediamone alcune qui di seguito.

    In un contesto scolastico:

    • Programmare durante la giornata delle attività che lo facciano muovere che abbiano però un fine sensato per il contesto in cui si trova ad esempio distribuire le fotocopie, raccogliere documenti ecc.;
    • Impostare un orario scolastico che alterni materie ad alta e bassa concentrazione (es. fare una lezione di matematica dopo la ricreazione);
    • Fornire altre soluzioni allo stare sempre seduti in classe concedendogli per esempio il permesso di muoversi mentre pensano alla soluzione di un esercizio;
    • Riconoscere che alla base di tutto c’è un problema. Il bambino non sta facendo semplicemente dei capricci, concedergli quindi di alzarsi nel bel mezzo di un test per sgranchirsi le gambe.

    In un contesto casalingo:

    • Incoraggiare l’attività fisica e sportiva;
    • Permettergli di alzarsi durante i pasti facendo magari una pausa di qualche minuto per poi riunirsi con la famiglia;
    • Procurarsi una sedia a dondolo. Il ritmo può calmare;
    • Proporre l’uso di CoreDisk cioè un cuscino gonfiabile da posizionare sulla sedia che permette al bambino di muoversi mentre è seduto;
    • Usare una banda elastica con o senza rullo da posizionare ai piedi della sedia sulla quale il bambino è seduto per far si che il bambino ci giochi e muova così i piedi, stando in movimento.
  • ADHD e tecniche di studio

    ADHD e tecniche di studio

    I ragazzi con ADHD possono incontrare delle difficoltà quando studiano testi. Hanno bisogno di tecniche diverse, che mettono alla prova e stimolano le loro capacità. 

    La domanda è: quale può essere una tecnica efficace?
    Per esempio, un test pratico. Quest’ultimo permette agli alunni di rendersi protagonisti del loro apprendimento, studiando in maniera attiva e partecipe, senza assimilare passivamente le informazioni.
    Un altro modo per apprendere al meglio è la “pratica distribuita“. Si cerca di studiare per periodi di tempo brevi, distribuendosi il materiale su più giorni. È importante, infatti, riposarsi, dormire, concedersi delle pause. Può essere utile anche studiare in luoghi diversi da casa.
    Tentare di studiare in modo diverso, provando diverse tecniche, strategie di apprendimento, procedendo per tentativi ed errori, fa parte del concetto più ampio di metacognizione. I ragazzi, dunque, devono capire i loro punti di forza e di debolezza, cosa ostacola il loro studio e cosa invece lo stimola. 

    Altre tecniche?
    Gli studenti con ADHD e con difficoltà nello studio vanno incoraggiati a praticare esercizio fisico, in particolare la danza classica, lo yoga e il tai chi, tutti esercizi che richiedono agli studenti di concentrarsi sul loro corpo e sulla loro mente. Praticare uno sport migliora la loro concentrazione.
    Anche l’odore può essere uno strumento efficace, le ricerche dimostrano che se si è esposti allo stesso odore quando si studia e si dorme, si può ricordare di più.
    Le bevande zuccherate forniscono glucosio, che è la fonte primaria di carburante per il cervello, quindi, si può provare a bere un succo durante i compiti.

     

  • Amicizia nelle donne adulte ADHD

    Amicizia nelle donne adulte ADHD

    Le donne con ADHD, “disturbo da deficit di attenzione/iperattività”, hanno occasionalmente difficoltà a stringere amicizie, poiché si sentono schiacciate dalle “normali” aspettative sociali. Cercheremo quindi di comprendere come le loro peculiarità influenzino le loro abilità sociali.

    Le difficoltà di accettazione da parte del gruppo dei pari che può avere una persona con ADHD possono influire sull’autostima e sulla costruzione delle propria identità.

    Le amicizie richiedono empatia, cooperazione, interazioni verbali ed ascolto, e possono costituire una sfida per l’adulto con ADHD: non perché queste capacità siano lontane dal loro essere, ma perché la tendenza all’impulsività, l’iperattività e la “schiettezza” dell’ADHD talvolta danno luogo a fraintendimenti e spiacevoli situazioni.

    Molte donne con ADHD si portano dietro ricordi di amicizie finite male, e la paura di un eventuale rimprovero o rifiuto aumenta la loro volontà di non entrare in relazione con gli altri.

    Si possono però consigliare alcune strategie efficaci da mettere in atto:

    • l’utilizzo di tecnologie può facilitare l’interazione sociale, anche semplicemente scrivendo dei messaggi agli amici (la rilettura da un altro punto di vista è sempre un vantaggio);

    • parlare apertamente dei propri sintomi ADHD;

    • includere il movimento nei propri piani, dato che fare un’attività prolungata, come lo shopping non desiderato, può risultare frustrante, magari puntare a fare una passeggiata tra un negozio e l’altro.

    A seconda del sottotipo di ADHD vi sono particolari ostacoli da tenere in considerazione rei rapporti di amicizia.

    Iperattività/impulsività:

    interrompere le conversazioni;

    • ignorare le regole sociali;

    • annoiarsi facilmente;

    • parlare spesso solo di se stessi.

    Disattenzione:

    • ansia in situazioni nuove;

    • sentirsi sopraffatto da esigenze emotive;

    • evitare le socializzazione nei gruppi;

    • censurarsi in caso di percezione del conflitto;

    anticipazione delle critiche o dei rifiuti.

    Imparare a rispettare i propri valori rispetto alle esigenze sociali, consente di bilanciare i propri bisogni rispetto ai bisogni altrui, alleggerendosi da vincoli e giudizi sociali, e agendo, invece, seguendo i propri punti di forza.

    L’amicizia sincera è una sfida per tutti. La vita sociale non è facile ma la grande forza dell’ADHD, nel suo indistruttibile spirito iperattivo, è anche grande energia di adattamento a non arrendersi e mettersi in gioco imparando dai propri errori e realizzando a pieno il proprio potenziale. 

  • Aspettative e regole chiare per i bambini con ADHD

    Aspettative e regole chiare per i bambini con ADHD

    I bambini con ADHD hanno bisogno di regole semplici e coerenti che possano facilmente comprendere e seguire. Normalmente rispondono molto bene ai sistemi organizzati con premi e conseguenze: è importante spiegare bene cosa accadrà quando le regole verranno rispettate e cosa quando verranno infrante e mantenere sempre lo stesso sistema. È molto importante fare attenzione ai buoni comportamenti e lodarli: la lode è particolarmente importante per i bambini con ADHD perché generalmente ottengono critiche.

    Un sorriso, un commento positivo o un’altra ricompensa da parte dei genitori può migliorare l’attenzione, la concentrazione e il controllo degli impulsi del figlio con ADHD! Premia tuo figlio per i piccoli risultati che ottiene e che potresti dare per scontati in un altro bambino. È meglio concentrarsi su ciò che riesce a fare con feedback positivi rispetto a ciò che non riesce a completare con feedback negativi!

    Un esempio di sistema a premi e conseguenze potrebbe essere quello illustrato qui di seguito:

    PREMI

    • Premia sempre tuo figlio! Meglio con elogi o attività positive, o anche piccoli gesti non verbali (come una mano sulla spalla, un sorriso e un incoraggiamento) piuttosto che con cibo o giocattoli;
    • Cambia ricompense frequentemente per evitare che il bambino si annoi;
    • Crea una tabella con punti o stelline assegnati per il corretto comportamento, in modo che tuo figlio abbia un promemoria visivo dei suoi successi;
    • Dai la ricompensa immediatamente dopo un successo: le ricompense immediate funzionano meglio di una promessa per il futuro. Possono però funzionare piccole ricompense che portano ad una più grande.


    CONSEGUENZE

    • Esplicita sempre le conseguenze con anticipo e mettile in atto immediatamente dopo che il bambino si è comportato male;
    • Prova a usare timeout o la rimozione dei privilegi concessi come conseguenze di comportamenti scorretti;
    • Rimuovi tuo figlio da situazioni o ambienti che innescano comportamenti inappropriati;
    • Quando tuo figlio si comporta male cerca di ragionare con lui sul motivo e chiedigli cosa avrebbe potuto fare per migliorare la situazione.
  • 5 suggerimenti per genitori di bambini con ADHD

    5 suggerimenti per genitori di bambini con ADHD

    La vita con un bambino o un adolescente con disturbi da deficit di attenzione e/o iperattività può essere molto difficile, frustrante e persino travolgente. L’ADHD genera deficit a livello esecutivo: questi bambini hanno difficoltà a pensare e pianificare prima di agire, a controllare gli impulsi, a organizzare e a completare le attività. Spesso non ascoltano le istruzioni dei genitori e quindi non le obbediscono, sono disorganizzati e facilmente distratti, interrompono le conversazioni, richiedono attenzione in momenti inappropriati e parlano prima di pensare, dicendo cose senza tatto o imbarazzanti. Spesso è difficile anche farli dormire e possono danneggiare la casa o addirittura mettersi in pericolo fisico. Queste difficoltà possono a volte essere veramente esasperanti per un genitore e per tutti i membri della famiglia, ma è bene ricordarsi che qualsiasi comportamento il bambino metta in atto non è volontario: vorrebbe comportarsi come i genitori gli dicono, ma non sa come fare!

    È importante quindi che i genitori assumano il ruolo di guida per questi bambini, aiutandoli ad affrontare le sfide quotidiane, a incanalare le loro energie in attività positive e a portare una maggiore calma all’interno della famiglia. Se si tiene presente che avere l’ADHD è altrettanto stressante per il bambino stesso è molto più semplice rispondergli in maniera positiva, con pazienza, compassione e molto supporto. Le esigenze di monitoraggio di un bambino con ADHD possono essere estenuanti sia fisicamente che mentalmente; la frustrazione può trasformarsi in rabbia seguita dal senso di colpa per essersi arrabbiato con il proprio figlio e ciò può portare i genitori ad essere stressati e ansiosi. Per affrontare le sfide della crescita di un bambino con ADHD è necessario essere in grado di padroneggiare una combinazione di compassione e coerenza, offrendo sia amore che una struttura che aiuti il bambino a sentirsi protetto e a gestire il suo ADHD.

    Suggerimento numero 1: rimani positivo e in salute

    La risorsa migliore che un genitore può avere per aiutare il proprio figlio è di mantenere un atteggiamento positivo e una buona dose di buon senso. Quando si è calmi e concentrati si hanno maggiori possibilità di connessione col proprio figlio e lo si aiuta ad essere calmo e concentrato a sua volta. È molto importante credere nei propri figli e non dare peso a una cosa lasciata incompiuta se ne ha completate altre due durante la giornata! Bisogna fidarsi e credere che il proprio figlio possa imparare, cambiare, maturare e avere successo: conferma ogni giorno questa fiducia!

    È molto importante cercare supporto per vivere una vita sana e non sentirti solo. Se sei stanco o hai esaurito la pazienza è più difficile mantenere la struttura che hai impostato con tanta cura per tuo figlio con ADHD. Bisogna parlare con medici, terapisti e insegnanti, unirsi a gruppi di supporto per genitori di bambini con ADHD, trovare un luogo sicuro per sfogare le proprie esperienze e i propri sentimenti. I genitori devono potersi prendere del tempo per sé e prendersi cura della propria salute, trovando dei modi per ridurre lo stress come fare esercizio fisico, uscire con gli amici, ecc…Se ti ammali riconoscilo e chiedi subito aiuto!

    Suggerimento numero 2: stabilisci una struttura e mantienila nel tempo

    I bambini con ADHD hanno maggiori probabilità di riuscire a completare le attività se si verificano in modalità e luoghi per loro prevedibili. I genitori dovrebbero creare e mantenere una struttura ben precisa all’interno della casa in modo che il bambino sappia sempre cosa aspettarsi e cosa dovrebbe fare. Ma cosa si intende per “creare una struttura”? Si intende organizzare lo spazio e il tempo del bambino, per esempio seguendo una routine giornaliera: è importante stabilire un orario e un luogo per ogni attività, in modo da aiutare il bambino a capire cosa deve fare e quando. Bisogna stabilire rituali semplici e prevedibili per i pasti, i compiti, il gioco, il dormire e creare sia degli spazi appositi per le sue cose in modo che sappia che ogni cosa ha il suo posto, sia uno spazio tranquillo in cui possa rifugiarsi ogni tanto. Può essere utile utilizzare orologi e timer per scandire i tempi, soprattutto per quanto riguarda quelli dei compiti, di gioco e di transizione tra un’attività e l’altra.

    Un altro aspetto importante riguarda l’organizzazione della giornata dei propri figli con ADHD: è bene evitare il più possibile periodi di inattività, ma allo stesso tempo non impegnarli in maniera eccessiva nel post scuola perché rischiano di essere particolarmente distratti e di non riuscire a completare le attività. I programmi giornalieri devono essere costruiti ad hoc per ogni bambino, in base alle sue capacità e alle sue esigenze. Per esempio può essere positivo iscrivere i propri figli a uno sport o un corso di arte/musica, organizzare a casa semplici attività come aiutare a cucinare, fare giochi da tavola con i fratelli, fare dei disegni. È importante evitare il più possibile il televisore e i videogiochi, i quali spesso non fanno altro che alimentare l’iperattività dei bambini con ADHD.

    Suggerimento numero 3: incoraggia il movimento e il sonno

    I bambini con ADHD hanno spesso molta energia da bruciare. Come detto sopra, iscriverli a uno sport può essere un buon modo per mantenerli occupati e sfogare la loro esigenza di movimento. Le attività sportive organizzate possono aiutare i bambini con ADHD a utilizzare la loro energia in modo funzionale e a focalizzare la loro attenzione su movimenti e abilità specifiche. I benefici delle attività fisiche sono molteplici: migliorano la concentrazione, diminuiscono la depressione e l’ansia, favoriscono la crescita delle connessioni cerebrali e soprattutto diminuiscono i sintomi dell’ADHD, favorendo anche un sonno migliore. È importante trovare uno sport che piaccia al proprio figlio e che si adatti ai suoi punti di forza: non scegliere sport che comportano molti “tempi morti” perché non sono la soluzione migliore per bambini con problemi di attenzione! Sport di squadra come l’hockey o il basket, che richiedono un movimento costante, sono opzioni migliori, così come gli sport individuali come le arti marziali o lo yoga, che migliorano il controllo mentale mentre allenano il corpo. La ricerca inoltre mostra come per questi bambini sia molto importante trascorrere del tempo nella natura: i bambini sperimentano infatti una maggiore riduzione dei comportamenti legati all’ADHD quando giocano in un ambiente verde, pieno di erba e alberi piuttosto che in un parco giochi circondato dal cemento!

    Per quanto riguarda il sonno, spesso questi bambini hanno difficoltà ad addormentarsi perché sovrastimolati. Oltre allo sport, per favorire il sonno potrebbe essere utile mettere in atto alcune strategie:

    • Eliminare la caffeina;
    • Ridurre il tempo alla TV o ai videogiochi;
    • Abbassare il livello di attività circa un’ora prima di andare a dormire con attività più tranquille come colorare, leggere, giocare in silenzio;
    • Trascorrere almeno 10 minuti di coccole per infondere amore e sicurezza nel proprio figlio;
    • Usare lavanda o altri aromi nella cameretta del bambino, il profumo può aiutare a calmarlo;
    • Usare nastri di rilassamento, come suoni della natura o musica, da tenere in sottofondo durante l’addormentamento.


    Suggerimento numero 4: aiuta tuo figlio a mangiare bene

    Il cibo può influenzare lo stato mentale dei bambini, che a sua volta influenza il loro comportamento. Monitorare e modificare come, cosa e quando mangia il bambino può aiutare a ridurre i comportamenti tipici dell’ADHD. L’impulsività e la distrazione di questi bambini possono portarli a saltare i pasti, mangiare in eccesso o sviluppare disturbi alimentari. Senza la guida dei genitori questi bambini potrebbero non mangiare per ore e poi abbuffarsi con ciò che trovano, con impatti devastanti per la salute fisica ed emotiva. È bene prevenire le cattive abitudini alimentari programmando regolarmente pasti nutrienti a non più di 3 ore di distanza: questo perché fisicamente il bambino ha bisogno di assumere regolarmente cibo sano e mentalmente i pasti possono essere una pausa necessaria al ritmo programmato per la giornata. Conviene sbarazzarsi dei cibi spazzatura presenti in casa, limitare i cibi grassi e zuccherati fuori casa, evitare le pubblicità di cibi spazzatura alla tv e dare quotidianamente al bambino un integratore di vitamine e minerali.

    Suggerimento numero 5: insegna a tuo figlio come fare amicizia

    I bambini con ADHD incontrano spesso delle difficoltà nelle interazioni sociali perché possono avere problemi nella lettura dei segnali sociali, parlare troppo, interrompere frequentemente e risultare aggressivi. Per questi motivi, rischiano di venire isolati dai coetanei o diventare bersagli di prese in giro. Nonostante questo, alcuni bambini con ADHD risultano comunque eccezionalmente intelligenti e creativi e possono riuscire a capire da soli come andare d’accordo con gli altri e individuare quali persone possono essere appropriate per stringere un legame di amicizia.

    I genitori possono aiutare i loro figli ad imparare le regole sociali, a diventare migliori ascoltatori, a imparare a leggere il linguaggio del corpo e le espressioni del viso e così via. Questo è possibile per esempio facendo giochi di ruolo coi propri figli inventando vari scenari sociali che possano divertirli e premiandoli quando mostrano dei buoni comportamenti di gioco. È possibile aiutare i propri figli a trovare dei compagni di gioco con caratteristiche fisiche e linguistiche simili, magari iniziando a invitarne prima uno o due alla volta e osservando le dinamiche che si instaurano fra di loro!

    Seguendo questi suggerimenti e adattandoli alle caratteristiche dei vostri figli vedrete grossi miglioramenti e li vedrete sviluppare abilità che non avreste mai pensato sarebbero riusciti a coltivare!