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  • Che cos’è una valutazione cognitiva?

    Che cos’è una valutazione cognitiva?

    La valutazione cognitiva viene utilizzata per determinare le capacità generali di pensiero e di ragionamento di un individuo, note anche come funzionamento intellettivo o QI. I test di intelligenza possono valutare vari ambiti delle capacità cognitive del bambino. Un clinico può effettuare test che valutano costrutti specifici come ad esempio:
    Capacità verbale: comprensione di informazioni verbali; capacità di pensare e di esprimere i propri pensieri a parole.
    Ragionamento visuo-percettivo: capacità di organizzare e ragionare con le informazioni visive e di risolvere problemi visivi.
    Memoria di lavoro: capacità di trattenere e manipolare le informazioni.
    Velocità di elaborazione: capacità di scansionare, elaborare e identificare accuratamente le informazioni entro un certo tempo.
    Perché una valutazione cognitiva potrebbe aiutare mio figlio?
    Ci sono molte ragioni per cui lo psicologo di vostro figlio può suggerire una valutazione cognitiva. Per esempio:

    • Per ottenere un profilo accurato del funzionamento intellettivo complessivo o del livello di QI;
    • Per identificare i punti di forza e di debolezza cognitiva del bambino;
    • Per aiutarlo ad esplorare le difficoltà nell’area degli apprendimenti;
    • Per dargli suggerimenti e aiutarlo nello sviluppo di strategie di apprendimento;
    • Per favorire l‘esame di alcune problematiche come: Disturbi specifici dell’apprendimento, Disabilità intellettiva, Disturbo dello spettro autistico o Disturbo da deficit di attenzione e iperattività.

    Come si svolge di solito una valutazione cognitiva?
    Una valutazione cognitiva per i bambini di solito comprende:

    1. La raccolta di informazioni di base complete attraverso colloqui con il bambino, i genitori e gli insegnanti della scuola;
    2. La somministrazione di test standardizzati da parte di psicologi qualificati;
    3. Una sessione di feedback (e la consegna di un rapporto) per spiegare i risultati, fornire raccomandazioni e opportunità per chiarire le informazioni.
  • La valutazione cognitiva

    La valutazione cognitiva

    Il punto di partenza della valutazione delle funzioni cognitive (o valutazione neuropsicologica) è quello di ottenere informazioni sullo stato cognitivo, funzionale, emotivo e comportamentale della persona. L’obiettivo è quello di verificare la presenza di difficoltà e fragilità, valutarne la gravità e capire se è necessario un intervento/potenziamento, valorizzando le proprie competenze.
    Vanno osservati diversi aspetti in questo percorso: l’attenzione, l’orientamento, la memoria, il linguaggio, le funzioni esecutive, le funzioni prassiche, l’apprendimento, il problem-solving.

    L’iter diagnostico in genere prevede:

    • anamnesi;
    • valutazione della presenza/assenza di patologie primarie come deficit visivi e/o uditivi;
    • prove standardizzate del funzionamento cognitivo generale;
    • valutazione neuropsicologica;
    • prove specifiche (memoria visiva e uditiva, attenzione, competenza visuo-spaziale, funzioni esecutive, competenza linguistica, lettura, scrittura, calcolo comprensione del testo).

    In particolare, per la diagnosi di Disturbo Specifico di Apprendimento (DSA), è necessario escludere che le difficoltà negli apprendimenti scolastici possano essere giustificate da una disabilità intellettiva.
    Nel percorso diagnostico dunque si inserisce sempre una valutazione cognitiva, che misuri che il Quoziente Intellettivo (Q.I.) non sia sotto la norma.
    Esistono diversi tipi di test:

    • Test monocomponenziali: forniscono una descrizione del funzionamento intellettivo usando prove che richiedono solo ragionamento non verbale. Per esempio, le Matrici di Raven.
    • Test multicomponenziali: forniscono una descrizione del funzionamento intellettivo verbale e non verbale. In questa categoria rientrano ad esempio le Scale Wechsler.