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  • La sintesi vocale e l’audiolibro: uno sguardo semplice per famiglie e studenti

    La sintesi vocale e l’audiolibro: uno sguardo semplice per famiglie e studenti

     In un mondo sempre più tecnologico, strumenti come la sintesi vocale e l’audiolibro stanno diventando sempre più popolari. Ma cosa significano questi termini e come possono essere utili nella vita quotidiana di studenti e famiglie? In questo articolo, scopriremo insieme che cosa sono e come funzionano, citando alcuni esempi pratici.

    Cosa è la Sintesi Vocale?
    La sintesi vocale è una tecnologia che converte il testo scritto in parlato. In pratica, è come avere un lettore che legge ad alta voce qualsiasi cosa scritta sullo schermo del computer o del telefono. Questo può essere molto utile per chi ha difficoltà di lettura, per chi è non vedente o per chi semplicemente preferisce ascoltare anziché leggere. Attenzione: non tutte le sintesi hanno la stessa voce. A seconda del dispositivo utilizzato, la qualità della voce può variare drasticamente.

    Cos’è l’Audiolibro?
    L’audiolettura è l’azione di ascoltare testi letti ad alta voce. Spesso si dice “audiolibro” quando la lettura su schermo è secondaria, o neanche presente. L’audiolibro è una vera e propria registrazione audio di un “prestavoce” che ha letto il libro per te. È un ottimo modo per “leggere” un libro mentre si è in movimento, ad esempio, quando si viaggia.
    Concentriamoci sulla sintesi vocale, che può permetterti di leggere i libri scolastici in PDF.

    Dove posso trovarla e come funziona?
    Google Lens su Android: Google Lens è un’applicazione che permette di puntare la fotocamera su un testo e, tra le varie funzioni, di farlo leggere ad alta voce. È utile per leggere menu in lingue straniere, istruzioni, o anche pagine di un libro.
    Assistente Vocale Nativo di iOS: Gli iPhone e gli iPad hanno una funzionalità chiamata “Voce” che può leggere ad alta voce ciò che appare sullo schermo, inclusi siti web, email e documenti. È facile da attivare e può essere una grande risorsa educativa.
    Varianti per Windows: Su computer con sistema operativo Windows, esistono vari programmi che offrono servizi di sintesi vocale (solitamente attivato premendo una combinazione di tasti, che può variare in base alla versione). Uno di questi è Narratore, uno strumento di lettura dello schermo integrato che può aiutare le persone non vedenti o ipovedenti ad usare il computer più facilmente.
    In conclusione, la sintesi vocale e l’audiolettura sono strumenti potenti che possono rendere la vita e l’apprendimento più accessibili e piacevoli. Che si tratti di ascoltare un libro mentre si è in viaggio o di avere un aiuto per leggere un testo complicato, queste tecnologie stanno aprendo nuove possibilità per famiglie e studenti.

  • Tutelare mio figlio dai pericoli dello smartphone

    Tutelare mio figlio dai pericoli dello smartphone

    ​Nell’era del digitale è molto difficile per un genitore dire di no al proprio figlio alla richiesta di possedere uno smartphone proprio come lo hanno i suoi amici. Le paure di voi genitori però sono giuste: cyberbullismo, truffe online, giochi a pagamento, pornografia. Diventa, quindi, fondamentale, oltre a parlare dei rischi online e di come usare il telefono, stabilendo dei compromessi e delle regole con il proprio bambino (ed essendo tu stesso un esempio per tuo figlio su come tenere e usare un telefono), controllare e monitorarne l’uso: questo consente di sapere a quali siti e app può accedere, di impostare dei limiti di tempo e/o di configurarlo in modo da non permettergli di spendere dei soldi.
    Qui ti proporremo il link gratuito per scaricare Google Family Link – Home, un’app facile da usare per il controllo del telefono del tuo bambino da remoto: funziona su qualsiasi dispositivo ma, per poterla usare, il telefono o il tablet Android del genitore dovrà essere alimentato dalla versione Nougat 7.0 + ot Marshmallow 6.0 +.# mentre se il telefono del genitore è un iPhone o iPad, dovrà eseguire la versione iOS 12 del software Apple o successiva. Nelle informazioni del tuo telefono/tablet ne troverai la versione. 

    Google Family Link: come si usa?

    1. Registrati, se non lo hai già fatto, con un account Google, inserendo i tuoi dati nella pagina di registrazione.

    2. Scarica l’app Family Link per Android  o versione App Store di Family Link.

    3. Apri l’app e accedi come genitore/tutore. Nell’app dovrai creare un account separato per tuo figlio in caso lui abbia meno di 13 anni (premi il segno + nella parte superiore dello schermo):

    – Se è un nuovo dispositivo Android, segui le istruzioni e quando ti viene chiesto di accedere con il tuo account, tocca Crea nuovo account. Inserisci i dati richiesti e fornisci il consenso dei genitori, selezionando le impostazioni di tuo figlio.

    – Su il tuo dispositivo Android è già configurato, rimuovi prima gli account presenti sul dispositivo (qui), elimina tutti i contenuti dal dispositivo a cui non vuoi che tuo figlio acceda, e poi aggiungi un nuovo account al dispositivo: tocca Crea nuovo account e inserisci i dettagli di tuo figlio. Segui, quindi, le istruzioni per accedere con il tuo account Google, fornire il consenso dei genitori e configurare le impostazioni di tuo figlio.

    – Su altri dispositivi/computer: Crea il tuo account Google e per tuo figlio. Accedi con il tuo account Google e scegli un modo per fornire il consenso dei genitori per l’account di tuo figlio. Quando hai finito vedrai un messaggio di conferma sullo schermo.

    – Per confermare il consenso avrai bisogno di una carta di debito o di credito.

    4. Collega il dispositivo di tuo figlio all’app Family link, passaggio che può richiedere sino a 15-20 minuti. Accedi con l’email e la password di tuo figlio e seleziona il tuo account per impostare l’autorizzazione del genitore. Scarica l’app Family Link sul dispositivo di tuo figlio e assegna un nome al dispositivo di tuo figlio.

    5. Modifica le impostazioni di approvazione dell’acquisto in base a ciò che tuo figlio può e non può fare. Ci sono quattro livelli di approvazione (tutti i contenuti vuol dire che dovrai dare il permesso per scaricare anche le app gratuite; a pagamento è limitato a ciò che va acquistato; in-app vuol dire che avrà bisogno del tuo consenso per scaricare cose dentro all’app; nessuna approvazione se non vuoi prima dargli il tuo consenso). Come? Vai sull’app Play Store toccando Menu > Account > Famiglia > Gestisci membri della famiglia. Tocca il nome di tuo figlio, quindi Acquista approvazioni e imposta il livello. In caso di tua approvazione, dovrai inserire la password.

    – Su altri dispositivi, dovrai visitare la pagina Il mio account di Google Play e selezionare il nome di tuo figlio dalla sezione Gruppo famiglia.

    6. Imposta il controllo genitori per impedire a tuo figlio di scaricare contenuti inappropriati all’età. Come? Apri l’app Family Link, seleziona tuo figlio e tocca Gestisci impostazioni > Controlli su Google Play e seleziona il tipo di contenuto che desideri e come filtrare o limitare l’accesso.

    7. Limita le altre attività. Come? Apri il browser web Google Chrome > Gestisci Impostazioni per Google Activity. Tocca “modifica limiti” per impostare un limite giornaliero per il dispositivo di tuo figlio. Tocca “configura” in “attività app” per monitorare quale app utilizza tuo figlio e il tempo.

    8. Traccia la posizione. Come? Apri l’app Family Link, seleziona tuo figlio e nella scheda “Posizione” tocca Configura. Attiva le impostazioni necessarie per vedere la posizione di tuo figlio e tocca Attiva. Possono servire anche 30 minuti per trovarne la posizione.

    Per visualizzare la cronologia delle posizioni (almeno 13 anni). Come? Apri Family Link, seleziona il nome di tuo figlio e tocca Gestisci impostazioni > Altro > Gestisci attività Google > Gestisci Gestione attività. Scorri verso il basso e attiva o disattiva la Cronologia delle posizioni.

    Ricordati che se tuo figlio dovesse finire i dati o non dovesse esserci campo dove si trova, la posizione non verrà più segnalata.

    9. Per escludere le app relative alla scuola o consentire messaggi illimitati, ma limitare i social media o i giochi, entra nella sezione attività dell’app, tocca il timer sul lato destro e scegli di bloccare, limitare o consentire.

  • Videogiochi di oggi: Fortnite – Parte 2

    Videogiochi di oggi: Fortnite – Parte 2

    Quando si può iniziare a giocare

    L’età media dei giocatori alla Coppa del Mondo di Fortnite era di 16 anni, i concorrenti più giovani avevano 13 anni e il requisito di età dichiarato per Fortnite dalla classificazione PEGI è di 12 anni. I bambini di 6 e 7 anni giocano regolarmente a Fortnite, un gioco in cui l’obiettivo è uccidere ogni altra persona nel gioco. Nonostante in questo articolo si riporti che il gioco non abbia caratteristiche violente è lecito chiedersi quando si è troppo giovani per giocare a Fortnite.

    Come verrà riportato in seguito, infatti, più che gli aspetti violenti e aggressivi del gioco, si ritiene necessario porre l’attenzione più sugli aspetti educativi e sociali, soprattutto nei bambini, ma non solo.

    Essendo un fenomeno sociale mondiale, non solo perché avvincente e gratuito e quindi giocato da moltissime persone, ma anche perché è accompagnato da molti Youtuber che mostrano video live mentre giocano, il rischio è quello che il ragazzo sviluppi un’immedesimazione troppo accentuata, un’investitura inopportuna grazie alla quale il rapporto col gioco può condizionare il senso di autostima del ragazzo, soprattutto se molto giovane. Come regola generale, comunque, si consiglia di iniziare seguendo le linee guida fissate dagli sviluppatori del gioco e di considerare Fortnite come “adatto” ai ragazzi dai 12 anni in su. Se vuoi consentire ad un bambino di 11 anni di giocare a Fortnite, valuta se tuo figlio è in grado di riconoscere la natura del gioco e, nel caso, di allontanarsene.

    Aspetti sociali di Fortnite

    Come in parte precedentemente illustrato, Fortnite presenta molti aspetti accattivanti:

    • Il gioco è avvincente, con una grafica che può piacere a tutti, soprattutto ai più giovani.
    • È gratuito, la sua fruibilità è massima ed è molto presente nei social network o sulle piattaforme di Youtube e Twitch. Questo aiuta sicuramente il gioco a fomentare la sua fama.
    • È adatto a ragazzi giovani, visto il suo scopo meramente ludico. Non presenta nessuna tematica particolare e le battaglie sono senza dubbio più connotate dalla strategia, dal saper costruire o addirittura dal sapersi coordinare e collaborare con la propria squadra (modalità squadre) piuttosto che da aspetti aggressivi e violenti.
    • La presenza dei forzieri nella mappa e la possibilità di saccheggiare i nemici sconfitti sicuramente rafforzano la sensazione di ricompensa e di gratificazione nei giocatori, l’attesa e la speranza di trovare armi epiche può essere paragonata alle sensazioni che impregnano il gioco d’azzardo.
    • La possibilità di acquistare vestiti e gadget particolari per decorare il proprio personaggio aumenta la possibilità di immedesimarsi e di non abbandonare il gioco alla luce di quanto investito.

    Attenzione, però, studi recenti hanno riportato che gli individui con una spesa per microtransazioni notevolmente più alta possono avere maggiori probabilità di sostenere i sintomi di un comportamento di dipendenza. I risultati hanno suggerito che la spesa di Fortnite fosse correlata principalmente alle influenze sociali. Secondo quanto riferito, i partecipanti con un amico intimo che ha effettuato acquisti nel gioco avevano maggiori probabilità di effettuare questi acquisti da soli. Inoltre, spendere soldi per Fortnite era associato all’appartenenza a un social network online più ampio di giocatori di Fortnite. Questi risultati suggeriscono che, in Fortnite, i comportamenti di spesa possono avere importanti basi sociali e che questi fattori sociali sembrano essere più pertinenti nel prevedere la spesa per alcuni giocatori rispetto alle variabili che sono comunemente correlate alle differenze individuali.

    L’impulsività del tratto, ad esempio, non era associata alla spesa finanziaria sebbene questa variabile sia stata costantemente implicata negli studi sui comportamenti di spesa ripetitivi. I comportamenti di spesa nel gioco possono essere spiegati con riferimento all’apprendimento sociale, per cui l’amico intimo di un giocatore che spende soldi per Fortnite ha un’influenza modellistica che aumenta la probabilità del giocatore di effettuare acquisti in-game. Questo può estendersi al giocatore, poiché sperimenta rinforzi indiretti osservando le ricompense acquisite dall’amico dato che alcuni acquisti possono essere mostrati apertamente, come ad esempio indossando nuovi abiti. In questo contesto, i giocatori possono aderire a norme soggettive relative alla spesa in-game dei loro amici: ad esempio “spendo X perché credo che i miei amici spendano X”.

    Oppure possono decidere di affermare la loro identità sociale spendendo di più in articoli cosmetici unici per segnalare o migliorare il loro stato nel gruppo, differenziandosi anche dallo stesso: ad esempio “faccio acquisti per impressionare e distinguermi dai miei amici”. Il discorso sulle microtransazioni introduce la tematica sociale in Fortnite ma non la conclude. Spesso in questo articolo si è proposto, infatti, che gli aspetti sociali mostrino gli aspetti più delicati quando ci si approccia a questo gioco, ed è proprio per questi aspetti che si ritiene corretto fissare l’età d’accesso a questo gioco a 12 anni. Potendo giocare online insieme ad altri amici si creano momenti di condivisione preziosi, soprattutto nel contesto della pandemia Covid, all’interno di un gioco avvincente e strategico dove collaborare e organizzarsi è importante ma altresì possono instaurarsi, come in qualsiasi contesto, dinamiche di gruppo infelici e aggressive che potrebbero vertere su una sovrainvestitura del gioco. È proprio per questo che in questa mini guida si consiglia di consapevolizzare e sensibilizzare vostro figlio sul fatto che Fortnite è solo un hobby, un passatempo nel tempo libero, e che quindi non deve monopolizzare il suo tempo, le sue amicizie e i suoi pensieri…deve solo divertire!

    Stabilire i limiti a Fortnite

    Partecipare all’interesse del ragazzo, limitare l’accessibilità e gli orari di gioco nonché le microtransazioni, renderlo consapevole che dev’essere solo un passatempo sono gli elementi che in questo articolo si ritengono fondamentali per approcciarsi al proprio figlio riguardo al discorso Fortnite. Detto ciò, è importante stabilire regole chiare fin da subito e questa è una breve sintesi dei possibili limiti che si ritengono opportuni considerare:

    • Seguire la classificazione dei giochi Pegi, la quale designa i 12 anni come età opportuna per iniziare a giocare a Fortnite.
    • Vedere gli amici e interagire con loro nella vita reale.
    • Partecipare ad attività extrascolastiche di cui vostro figlio è entusiasta.
    • Tenere il passo con le lezioni scolastiche e fare i compiti.
    • Dormire a sufficienza.
    • Limitare l’orario di gioco.
    • Limitare la spesa nel gioco.
    • Chiarire e definire i valori che bisogna ricercare nella vita, valori che non hanno nulla a che fare con Fortnite. Disinvestire le fantasie sociali e personali dai giochi in favore degli aspetti ludici.
  • Videogiochi di oggi: Fortnite – Parte 1

    Videogiochi di oggi: Fortnite – Parte 1

    Se avete figli e figlie tra i 10 e i 16 anni ne avrete sentito di certo parlare: d’altra parte, in meno di sei mesi ha conquistato oltre 125 milioni di giocatori in tutto il mondo, specie tra giovani e giovanissimi. È Fortnite, il videogame che sta polverizzando record e sta battendo in popolarità tutti gli altri videogame. Qual è il segreto del successo di questo multiplayer e, soprattutto, i genitori hanno motivo di preoccuparsi?

    Fortnite è uno sparatutto multiplayer online: non si può giocare da soli ed è necessaria una connessione Internet.

    Dopo averlo scaricato sulla console, il giocatore deve registrarsi: basta un indirizzo mail e non è necessaria una carta di credito. Dopodiché ci si può gettare nella mischia: il vostro alter ego viene paracaduto su un’isola gigantesca insieme ad altri 99 giocatori con l’obiettivo di riuscire a sopravvivere. Vince chi riesce ad eliminare tutti gli altri partecipanti.

    L’isola è piena di ambientazioni pittoresche con un tripudio di colori, personaggi che sembrano usciti da un cartone animato e la possibilità di costruire strutture.

    Permette dinamiche di gioco nuove e avvincenti: c’è un conto alla rovescia che indica quanto manca all’arrivo di una mortale tempesta che circoscrive l’isola; ad ogni manciata di minuti, la tempesta avanza restringendo il campo di azione e costringendo i giocatori a radunarsi in un’area di gioco sempre più piccola e aumentando quindi le possibilità di venire a contatto.

    I partecipanti possono trovare forzieri sparsi sulla mappa di gioco, saccheggiare rifornimenti e le attrezzature appartenute ai giocatori sconfitti. Un’altra caratteristica che rende Fortnite allettante è la “quasi uccisione”: quando il tuo personaggio viene ucciso puoi vedere la barra indicatrice della salute della persona che ti ha eliminato. Spesso noterai che anche il tuo avversario era vicino alla sconfitta e ciò ti invoglierà ad iniziare un’altra partita.

    Nonostante lo scopo sia quello di eliminare gli altri giocatori l’atmosfera è leggera: niente a che vedere con videogame violenti per davvero, le cui tematiche e ambientazioni sono intrinsecamente più mature.

    L’ideale è giocare a Fortnite, nella modalità a squadre, con gli amici: compagni di scuola, di calcetto o di danza. Per questo motivo vostro figlio parla in cuffia mentre sta giocando a Fortnite: sta mettendosi d’accordo con i suoi amici per scegliere la tattica migliore; perché nonostante Fortnite sia uno sparatutto con ambientazioni colorate e fantasiose non è un gioco banale, tutt’altro: la vostra squadra può decidere di mettersi sulla difensiva, costruendo un piccolo fortino, oppure dirigersi verso una casa e barricarsi all’interno.

    In questo videogame c’è un evidente richiamo ad un’altro videogioco, Minecraft, in quanto i giocatori possono costruire delle barriere, come muri e rampe, per difendersi e proteggersi dai nemici.

    Cosa sono le “Stagioni” di Fortnite?

    L’isola in cui si gioca è sempre la stessa: parte del divertimento è esplorarla partita dopo partita e scoprire le aree più ricche di armi o di forzieri pieni di oggetti, come ad esempio kit medici e pozioni-corazza. Tuttavia, gli sviluppatori di Fortnite non si siedono sugli allori: ogni 12 settimane circa pubblicano un gigantesco aggiornamento, sempre gratuito, che cambia le carte in tavola a discapito però dello spazio in memoria, poiché dopo ogni aggiornamento lo spazio occupato dal gioco aumenta.

    Dove si può giocare a Fortnite?

    I bambini di tutte le età giocano a Fortnite sui loro telefoni, computer, PlayStation, Xbox e Switch. Quando non giocano a Fortnite, potrebbero guardare i flussi di altre persone che lo giocano su Twitch o Youtube. Questa massima fruibilità del gioco può presentare delle criticità e sviluppare aspetti di dipendenza nei confronti del gioco.

    Quanto costa Fortnite?

    Nulla. Fortnite, nella sua anima Battleroyale, è gratuito. A differenza di molti giochi per cellulari, che sembrano gratuiti quando li scaricate ai vostri figli, ma dopo mezz’ora vi chiedono un pagamento per saltare attese lunghissime. Fortnite è proprio gratuito: i giocatori a ogni partita partono tutti dal medesimo livello e con la stessa arma, il piccone.

    A pagamento ci sono degli extra pittoreschi ed estetici: si possono comprare vestiti, cappelli, persino spray e “mosse” speciali. Questo è il segreto alla base del successo di Fortnite: non costa nulla.

    Se vostro figlio vi chiede denaro per giocare serve in realtà per acquistare degli elementi estetici che non migliorano le abilità del suo personaggio, come ad esempio un vestito appena arrivato sullo shop online.

    Risultati di vari studi sembrano testimoniare l’esistenza di una correlazione tra il numero delle microtransazioni con:

    • il numero delle microtransazioni effettuate dagli amici più intimi sul medesimo gioco (aspetti sociali);
    • il numero di accessi a Fortnite su più dispositivi e quindi anche il tempo impiegato all’interno del gioco in generale (aspetti di dipendenza).

    In altre parole, i piccoli e grandi giocatori sono più incentivati a spendere soldi veri, se hanno molti amici che giocano a Fortnite, e se lo utilizzano su più di un dispositivo (come ad esempio una console e un cellulare).

    A presto per un secondo articolo su: quando si può giocare a Fortnite? Come stabilire dei limiti? Quali sono gli aspetti positivi di videogiocare a Fortnite? 

  • STEM: nuovi approcci interdisciplinari

    STEM: nuovi approcci interdisciplinari

    Con l’acronimo STEM, dall’inglese Science, Technology, Engineering and Mathematics, si intende il gruppo delle discipline scientifico-tecniche, come scienza, tecnologia, ingegneria e matematica.

    Gli insegnamenti relativi a queste discipline hanno ricadute in diversi ambiti, non solo quelli prettamente educativi, ma incidono anche su aspetti politici, sociali e culturali, come per le questioni inerenti la difesa, l’immigrazione e la lotta sulla disparità di genere.

    L’enfasi sulla necessità dell’insegnamento di queste materie è nata negli Stati Uniti all’inizio del nuovo millennio, per implementare le conoscenze e le competenze degli studenti statunitensi che non raggiungevano in questi ambiti gli stessi risultati di quelli di altri paesi; situazione questa che potenzialmente avrebbe potuto danneggiare il sistema economico, il quale si sarebbe trovato carente di forza lavoro specializzata.

    Questo gruppo di discipline è stato quindi considerato necessario per l’innovazione e la prosperità del Paese.

    In particolare nello stato della Pennsylvania alcuni ricercatori hanno utilizzato lo STEM per definire un approccio interdisciplinare, nel quale si spronano gli studenti a creare legami e connessioni tra le nozioni apprese grazie allo studio di queste discipline tecnico-scientifiche e la realtà vera e propria.

    Dagli anni 2000 negli Stati Uniti ed in Europa sono stati messi a punto specifici programmi d’istruzione in modo da formare gli studenti tenendo conto delle esigenze del sistema economico, attraverso comuni strategie internazionali, costruendo connessioni tra la formazione nelle discipline STEM e le opportunità occupazionali collegate.

    Tale approccio ha portato alla crescita, rilevata da alcune statistiche relative al primo decennio del nuovo millennio, di posti di lavoro correlabili a queste discipline, malgrado sia ancora presente in alcune aziende statunitensi una carenza strutturale di personale qualificato ed in generale un divario occupazionale tra uomini e donne e tra i diversi gruppi etnici. 

  • LearningApps

    LearningApps

    LearningApps è un sito che permette ai docenti di far esercitare gli alunni nella loro specifica materia tramite esercizi interattivi sotto forma di giochi. Il vantaggio è che gli studenti imparano vari argomenti divertendosi e con più motivazione rispetto ai classici esercizi presenti sui libri di testo.
    Al docente viene consigliato di registrarsi gratuitamente al sito: questo permette di poter salvare e condividere le proprie creazioni. Inoltre, esiste la possibilità di creare delle classi virtuali ad accesso vincolato in cui gli studenti possono accedere in modo semplice e protetto attraverso l’inserimento di password e nome utente, evitando di registrarsi al sito.
    Nel sito, l’insegnante può sia esplorare giochi già esistenti e divisi per ciascun insegnamento didattico, sia creare nuovi giochi basandosi su una tipologia esistente. La scelta è molto ampia: sono presenti cruciverba, puzzle da riordinare, impiccato, memory, completamento del testo, quiz a scelta multipla e molto altro ancora. La costruzione dei giochi è molto facile ed intuitiva: sullo schermo compaiono delle voci da selezionare per la creazione di domande di testo, di inserimento di immagini, di file o di audio registrati e altre voci per individuare la tipologia di risposta voluta.
    Siccome i giochi sono accattivanti e facilmente personalizzabili, sia dal punto di vista didattico (sono adatti a qualsiasi materia scolastica) sia grafico, gli alunni sembrano apprezzarli particolarmente. Inoltre, LearningApps si adatta molto bene alla didattica a distanza e alle scuole in cui viene data la possibilità agli alunni di utilizzare tablet o altri dispositivi.

    Link al sito: https://learningapps.org/

  • Alcuni punti chiave per far funzionare la didattica a distanza (DAD)

    Alcuni punti chiave per far funzionare la didattica a distanza (DAD)

    In questo periodo di distacco sociale, dovuto al COVID-19, il mondo dell’educazione ha dovuto far fronte a un’improvvisa rivoluzione. Anche l’insegnante più scrupoloso nei confronti dell’utilizzo delle nuove tecnologie per l’apprendimento si è trovato obbligatoriamente immerso in piattaforme online e webinar. Per questo motivo è bene che gli educatori tengano a mente alcuni punti chiave comuni a tutti gli insegnanti in questa fase di emergenza. Gli insegnanti, infatti, devono cercare di essere flessibili adattando le proprie strategie di insegnamento all’apprendimento online. Devono usufruire delle risorse messe a disposizione dalla scuola di appartenenza, come per esempio contattare i tecnici informatici in caso di difficoltà di connessione oppure nel caso di utilizzo di piattaforme online che consentono i webinar. È importante poi mantenere i contatti con i propri studenti e i loro genitori, incoraggiandoli e informandoli sulle risorse esistenti per massimizzare l’apprendimento online. L’insegnamento a distanza potrebbe non essere facile ed è normale che gli insegnanti provino una serie di emozioni durante questo periodo, come per esempio frustrazione legata alla tecnologia, delusione se gli studenti non svolgono le consegne e così via; è importante quindi avere pazienza, soprattutto con se stessi, e riconoscersi le piccole vittorie quotidiane, come un bambino che svolge correttamente un compito senza errori ortografici o la buona riuscita di un corso online.

  • Girls who code

    Girls who code

    L’organizzazione “Girls Who Code” è stata fondata nel 2012 da Reshma Saujami. Si tratta di una associazione senza scopo di lucro che mira a sostenere ed incrementare il numero di donne in ambito informatico. Il suo obiettivo è quello di colmare il netto divario di genere occupazionale nell’ambiente tecnologico, offrendo grandi opportunità di apprendimento delle competenze necessarie al giorno d’oggi.

    Al suo interno si vuole costruire una “fratellanza solidale” di colleghi e modelli, in modo da aiutare gli studenti a persistere e conseguentemente avere successo.
    Perché è importante avvicinare le donne a questo settore in costante espansione? Perché ormai l’ambito informatico è di fondamentale importanza nel trovare lavoro e ancor più lo sarà in futuro.
    Per contro, ad oggi, di 5 laureati in informatica solo uno è una donna.
    Oltretutto il divario di genere nella tecnologia informatica va via via peggiorando: nel 1995 il 37% degli informatici erano donne, oggi solo il 24%. Non agendo, in 10 anni il numero potrebbe scendere fino al 22%.
    Nell’organizzazione vengono proposte diverse attività a cui è possibile prendere parte: club, campus e programmi intensivi estivi. Dal 2012 ad oggi si è raggiunto il grande numero di 185.000 persone coinvolte, ma è importante continuare ad incrementarlo.
    Siccome negli Stati Uniti si sta lavorando sempre di più per implementare l’informatica nelle scuole, l’organizzazione, per assolvere al proprio mandato, ha creato prototipi di lezione gratuiti inerenti le donne in tecnologia. Questo in modo da creare attività coinvolgenti per tutte le studentesse.
    Una delle principali problematiche che possono incontrare le ragazze interessate all’ambito informatico è la mancanza di modelli femminili di riferimento. Proprio su questo “Girls Who Code” sta intervenendo per sottolineare l’importanza di questi modelli di ruolo e dell’immagine di sé, così da suscitare ulteriore interesse e andare avanti nel mondo della programmazione.

  • Photomath

    Photomath

    Scansiona – Risolvi – Impara
    Photomath è un’app gratuita, utilizzabile sia su smartphone che su tablet, che semplifica la comprensione e la padronanza della matematica; ne supporta l’apprendimento, consente di risolvere immediatamente problemi, che spaziano dall’aritmetica al calcolo, utilizzando semplicemente la fotocamera del proprio dispositivo mobile.
    Eseguendo la scansione degli esercizi attraverso il testo stampato o scritto a mano, Photomath scompone qualsiasi problema matematico in più passaggi, fino ad arrivare ad una soluzione. Questo permette che ognuno possa comprendere i concetti fondamentali alla base del compito.
    Oltre alla possibilità di scansionare i problemi, l’app presenta altre caratteristiche: calcolatrice scientifica, molteplici processi di risoluzione, non necessità di connettersi ad internet per l’utilizzo, la possibilità di avere più di 30 lingue disponibili e infine offre l’opportunità di utilizzare grafici per la visualizzazione del problema matematico.
    Gli elementi di matematica compresi sono tantissimi: dai numeri interi alle frazioni, dalle equazioni alle disequazioni, fino ad arrivare alla trigonometria e alla statistica.
    Questa app può essere di aiuto anche ai genitori nel supporto ai figli per fare i compiti, in quanto riesce a facilitarne l’esecuzione riducendo l’ansia associata a questa materia.

  • Quizlet in classe per imparare le lingue straniere

    Quizlet in classe per imparare le lingue straniere

    Quizlet è un app/sito gratuita, che permette di rendere interattivo e piacevole l’apprendimento. Nasce per le lingue straniere, ma si può usare con grande flessibilità.

    Ecco 5 modalità di utilizzo:

    1-Definizioni
    È possibile creare delle Flashcard, prendendo alcune parole da una lettura o da ciò che è stato trattato in classe e collegandolo ad una definizione. In questo modo gli studenti potranno utilizzarle in tutte le attività di Quizlet.


    2-Pronuncia
    Quizlet offre una funzione di sintesi vocale che permette ai ragazzi di ascoltare la pronuncia corretta di diverse parole, esercitandosi anche a casa.

    3-Collocazioni

    Anziché usare una definizione della parola, è possibile collegarla ad altre parole (tre o più), che solitamente sono strettamente connesse ad essa, creando così una Flashcard diversa.

    4-Immagini

    È possibile caricare un’immagine e creare un diagramma interattivo, cliccando su aree dell’immagine stessa per contrassegnare degli elementi precisi e metterli in evidenza.

    5-Struttura della frase
    È possibile infine inserire correttamente una frase nella sezione “termini”, per poi metterla in disordine nella sezione “definizioni”.