Tag: tecnologia in classe

  • STEM: nuovi approcci interdisciplinari

    STEM: nuovi approcci interdisciplinari

    Con l’acronimo STEM, dall’inglese Science, Technology, Engineering and Mathematics, si intende il gruppo delle discipline scientifico-tecniche, come scienza, tecnologia, ingegneria e matematica.

    Gli insegnamenti relativi a queste discipline hanno ricadute in diversi ambiti, non solo quelli prettamente educativi, ma incidono anche su aspetti politici, sociali e culturali, come per le questioni inerenti la difesa, l’immigrazione e la lotta sulla disparità di genere.

    L’enfasi sulla necessità dell’insegnamento di queste materie è nata negli Stati Uniti all’inizio del nuovo millennio, per implementare le conoscenze e le competenze degli studenti statunitensi che non raggiungevano in questi ambiti gli stessi risultati di quelli di altri paesi; situazione questa che potenzialmente avrebbe potuto danneggiare il sistema economico, il quale si sarebbe trovato carente di forza lavoro specializzata.

    Questo gruppo di discipline è stato quindi considerato necessario per l’innovazione e la prosperità del Paese.

    In particolare nello stato della Pennsylvania alcuni ricercatori hanno utilizzato lo STEM per definire un approccio interdisciplinare, nel quale si spronano gli studenti a creare legami e connessioni tra le nozioni apprese grazie allo studio di queste discipline tecnico-scientifiche e la realtà vera e propria.

    Dagli anni 2000 negli Stati Uniti ed in Europa sono stati messi a punto specifici programmi d’istruzione in modo da formare gli studenti tenendo conto delle esigenze del sistema economico, attraverso comuni strategie internazionali, costruendo connessioni tra la formazione nelle discipline STEM e le opportunità occupazionali collegate.

    Tale approccio ha portato alla crescita, rilevata da alcune statistiche relative al primo decennio del nuovo millennio, di posti di lavoro correlabili a queste discipline, malgrado sia ancora presente in alcune aziende statunitensi una carenza strutturale di personale qualificato ed in generale un divario occupazionale tra uomini e donne e tra i diversi gruppi etnici. 

  • LearningApps

    LearningApps

    LearningApps è un sito che permette ai docenti di far esercitare gli alunni nella loro specifica materia tramite esercizi interattivi sotto forma di giochi. Il vantaggio è che gli studenti imparano vari argomenti divertendosi e con più motivazione rispetto ai classici esercizi presenti sui libri di testo.
    Al docente viene consigliato di registrarsi gratuitamente al sito: questo permette di poter salvare e condividere le proprie creazioni. Inoltre, esiste la possibilità di creare delle classi virtuali ad accesso vincolato in cui gli studenti possono accedere in modo semplice e protetto attraverso l’inserimento di password e nome utente, evitando di registrarsi al sito.
    Nel sito, l’insegnante può sia esplorare giochi già esistenti e divisi per ciascun insegnamento didattico, sia creare nuovi giochi basandosi su una tipologia esistente. La scelta è molto ampia: sono presenti cruciverba, puzzle da riordinare, impiccato, memory, completamento del testo, quiz a scelta multipla e molto altro ancora. La costruzione dei giochi è molto facile ed intuitiva: sullo schermo compaiono delle voci da selezionare per la creazione di domande di testo, di inserimento di immagini, di file o di audio registrati e altre voci per individuare la tipologia di risposta voluta.
    Siccome i giochi sono accattivanti e facilmente personalizzabili, sia dal punto di vista didattico (sono adatti a qualsiasi materia scolastica) sia grafico, gli alunni sembrano apprezzarli particolarmente. Inoltre, LearningApps si adatta molto bene alla didattica a distanza e alle scuole in cui viene data la possibilità agli alunni di utilizzare tablet o altri dispositivi.

    Link al sito: https://learningapps.org/

  • Alcuni punti chiave per far funzionare la didattica a distanza (DAD)

    Alcuni punti chiave per far funzionare la didattica a distanza (DAD)

    In questo periodo di distacco sociale, dovuto al COVID-19, il mondo dell’educazione ha dovuto far fronte a un’improvvisa rivoluzione. Anche l’insegnante più scrupoloso nei confronti dell’utilizzo delle nuove tecnologie per l’apprendimento si è trovato obbligatoriamente immerso in piattaforme online e webinar. Per questo motivo è bene che gli educatori tengano a mente alcuni punti chiave comuni a tutti gli insegnanti in questa fase di emergenza. Gli insegnanti, infatti, devono cercare di essere flessibili adattando le proprie strategie di insegnamento all’apprendimento online. Devono usufruire delle risorse messe a disposizione dalla scuola di appartenenza, come per esempio contattare i tecnici informatici in caso di difficoltà di connessione oppure nel caso di utilizzo di piattaforme online che consentono i webinar. È importante poi mantenere i contatti con i propri studenti e i loro genitori, incoraggiandoli e informandoli sulle risorse esistenti per massimizzare l’apprendimento online. L’insegnamento a distanza potrebbe non essere facile ed è normale che gli insegnanti provino una serie di emozioni durante questo periodo, come per esempio frustrazione legata alla tecnologia, delusione se gli studenti non svolgono le consegne e così via; è importante quindi avere pazienza, soprattutto con se stessi, e riconoscersi le piccole vittorie quotidiane, come un bambino che svolge correttamente un compito senza errori ortografici o la buona riuscita di un corso online.

  • Photomath

    Photomath

    Scansiona – Risolvi – Impara
    Photomath è un’app gratuita, utilizzabile sia su smartphone che su tablet, che semplifica la comprensione e la padronanza della matematica; ne supporta l’apprendimento, consente di risolvere immediatamente problemi, che spaziano dall’aritmetica al calcolo, utilizzando semplicemente la fotocamera del proprio dispositivo mobile.
    Eseguendo la scansione degli esercizi attraverso il testo stampato o scritto a mano, Photomath scompone qualsiasi problema matematico in più passaggi, fino ad arrivare ad una soluzione. Questo permette che ognuno possa comprendere i concetti fondamentali alla base del compito.
    Oltre alla possibilità di scansionare i problemi, l’app presenta altre caratteristiche: calcolatrice scientifica, molteplici processi di risoluzione, non necessità di connettersi ad internet per l’utilizzo, la possibilità di avere più di 30 lingue disponibili e infine offre l’opportunità di utilizzare grafici per la visualizzazione del problema matematico.
    Gli elementi di matematica compresi sono tantissimi: dai numeri interi alle frazioni, dalle equazioni alle disequazioni, fino ad arrivare alla trigonometria e alla statistica.
    Questa app può essere di aiuto anche ai genitori nel supporto ai figli per fare i compiti, in quanto riesce a facilitarne l’esecuzione riducendo l’ansia associata a questa materia.

  • Quizlet in classe per imparare le lingue straniere

    Quizlet in classe per imparare le lingue straniere

    Quizlet è un app/sito gratuita, che permette di rendere interattivo e piacevole l’apprendimento. Nasce per le lingue straniere, ma si può usare con grande flessibilità.

    Ecco 5 modalità di utilizzo:

    1-Definizioni
    È possibile creare delle Flashcard, prendendo alcune parole da una lettura o da ciò che è stato trattato in classe e collegandolo ad una definizione. In questo modo gli studenti potranno utilizzarle in tutte le attività di Quizlet.


    2-Pronuncia
    Quizlet offre una funzione di sintesi vocale che permette ai ragazzi di ascoltare la pronuncia corretta di diverse parole, esercitandosi anche a casa.

    3-Collocazioni

    Anziché usare una definizione della parola, è possibile collegarla ad altre parole (tre o più), che solitamente sono strettamente connesse ad essa, creando così una Flashcard diversa.

    4-Immagini

    È possibile caricare un’immagine e creare un diagramma interattivo, cliccando su aree dell’immagine stessa per contrassegnare degli elementi precisi e metterli in evidenza.

    5-Struttura della frase
    È possibile infine inserire correttamente una frase nella sezione “termini”, per poi metterla in disordine nella sezione “definizioni”.

  • I benefici della tecnologia sull’apprendimento a scuola

    I benefici della tecnologia sull’apprendimento a scuola

    In quanti sono convinti che tutta la tecnologia presente al giorno d’oggi sia solamente una fonte di distrazione per gli studenti? Sicuramente in molti.
    Eppure, risulta sempre più evidente come essa abbia anche dei grandi vantaggi nel favorire un buon apprendimento, a patto ovviamente che venga usata nel modo corretto. Grazie allo sviluppo di varie tecnologie e-learning, infatti, l’apprendimento online è ormai diventato una realtà quotidiana. Oltre a offrire un senso di “comodità” alle nostre vite frenetiche, i dispositivi mobili e i tablet hanno anche fornito un modo ideale per sviluppare un tipo di apprendimento più interattivo. Gli studenti ora possono per esempio accedere ai materiali attraverso una vasta gamma di dispositivi, che offrono un maggior livello di flessibilità e un senso di autonomia e controllo: possono non solo scegliere quando e dove studiare, ma anche imparare secondo il loro ritmo. Via via stanno prendendo piede delle app e dei programmi di apprendimento (vedi “Kahoot!”, a cui abbiamo dedicato un articolo del blog), che permettono agli studenti di avere accesso diretto ai materiali e alle risorse online da qualsiasi tipo di dispositivo e soprattutto imparare divertendosi: d’altronde, in una società “gamificata” come la nostra, quale miglior modo di apprendere se non giocando?
    Queste app educative sono create per sembrare dei veri e propri giochi e permettono di imparare attraverso video, quiz, flash card, giochi di memoria, ecc. Collegando quindi i giochi alle unità di apprendimento, viene fornito un modo semplice per “digerire” meglio lo studio da parte degli studenti e aiutarli ad applicare ciò che hanno imparato nella pratica. Attraverso questi giochi è possibile mettere in contatto gruppi di persone che affrontano lo stesso argomento, come può essere una classe di studenti che si prepara a un test, oppure studenti che svolgono uno studio indipendente e li usano per “sfidarsi a chi ha imparato meglio”! Un altro vantaggio dell’utilizzo di queste app è che gli studenti possono monitorare il loro livello di apprendimento gradualmente e non più al termine di ogni sessione di apprendimento come accadeva un tempo: questo tipo di approccio e-learning e online fornisce infatti feedback personalizzati istantanei, che permettono agli studenti di riflettere sulle proprie conoscenze man mano che vengono acquisite.
    Non solo i giochi di apprendimento ma anche i social network rappresentano un buon modo, se usati nel modo giusto, per favorire l’apprendimento interattivo (approfondisci l’argomento in questo articolo). Permettono infatti di costruire comunità di apprendimento online in cui accedere a una vasta gamma di informazioni diverse e di poterle condividere: per esempio, se non ho capito qualcosa, posso usare i social per mettermi in contatto con altri studenti e condividere le idee riguardo un determinato argomento. Possono inoltre favorire i lavori di gruppo online o rappresentare semplicemente una valvola di sfogo in cui condividere le proprie esperienze di studio.

    I benefici della tecnologia sull’apprendimento a scuola sembrano essere molteplici, dunque perché non tentare?

  • Realtà virtuale e istruzione

    Realtà virtuale e istruzione

    È possibile utilizzare la realtà virtuale come strumento di apprendimento nella scuola primaria e secondaria? Può essere utile per i bambini e i ragazzi a comprendere meglio durante le lezioni o a ricordarsi le informazioni necessarie per lo studio?

    È stata avviata un’iniziativa, chiamata Baltimore edtech startup, la quale si è posta come obiettivo quello di fare uso della virtual reality (VR) all’interno della scuola, sia primaria sia secondaria, in modo da integrare l’esperienza virtuale in 3D con le lezioni in classe spiegate dagli insegnanti: gli studenti possono essere spettatori attivi di ciò che viene esposto oralmente dal docente, dal momento che, grazie all’ambientazione 3D posta di fronte ai loro occhi, sono maggiormente in grado di concentrare tutta la loro attenzione in quello che vedono e sentono. Attraverso la realtà virtuale il cervello viene indotto a pensare di trovarsi immerso in una determinata situazione, coinvolgendo i diversi sensi della persona e garantendo un apprendimento più efficace e duraturo. L’esperienza della VR, inoltre, può rivelarsi funzionale anche per quei bambini e ragazzi che presentano maggiori difficoltà a prestare attenzione durante le lezioni e a ricordarsi le varie informazioni fornite dai docenti e dai libri: il modo di apprendere risulta infatti più coinvolgente e comprensibile per tutti.

    Ma quali sono gli strumenti necessari per portare la realtà virtuale in classe? Senza dubbio gli elementi più importanti sono un Oculus rift, ovvero un visore che viene posto sugli occhi e che copre interamente il campo visivo di chi lo indossa, e un computer portatile. Se inizialmente l’Oculus rift risultava molto costoso, negli ultimi anni la possibilità di fare l’esperienza in una realtà virtuale è diventata molto più economica, aspetto che ha spinto i fondatori della Baltimore edtech startup ad avviare questa iniziativa.
    Le persone che possono avere maggiori difficoltà ad adattarsi a questo nuovo metodo di insegnamento possono essere i docenti: Henry Blue, co-fondatore della Baltimore edtech startup insieme a Win Smith, afferma che il loro scopo è stato anche quello di sviluppare un nuovo, ingegnoso metodo che permetta agli insegnanti di usufruire di un diverso strumento educativo. Per questo motivo sarebbe necessario coinvolgere non solo i bambini e i ragazzi, ma anche i docenti, e il modo più semplice è quello di far loro indossare il visore e trasportarli in una realtà 3D.

     

  • Perchè Minecraft dovrebbe essere usato in classe?

    Perchè Minecraft dovrebbe essere usato in classe?

    Innanzitutto cos’è MINECRAFT?

    Minecraft è un videogioco in 3D basato fondamentalmente sulla costruzione ed estrazione di blocchi. I giocatori possono infatti scegliere di utilizzare materiali come pietre, minerali, tronchi d’acqua e alberi per creare varie costruzioni.
    Quando il gioco inizia i giocatori devono lavorare velocemente, con gli amici o da soli, per costruire un rifugio al fine di sopravvivere alla notte (quando escono tutti i mostri del mondo). Una volta terminato un giorno (20 minuti in tempo reale), gli utenti ripetono il ciclo, costruendo rifugi più complessi e facendo scorta di risorse vitali per sopravvivere.
    In questo gioco sono disponibili svariate modifiche, chiamate “MOD”. La MOD “MinecraftEdu” è progettata per rendere il gioco più adatto alle lezioni, consentendo agli insegnanti di inserire il contenuto della propria lezione ed eseguire un server personalizzato per ciascuna delle sue classi.

    Quali possono essere, quindi, i benefici di Minecraft in classe?
    1. Minecraft offre agli studenti la libertà di creare, spingendone l’immaginazione al limite e permettendo loro di essere creativi in modi non attuabili nel mondo reale;
    2. In linea con il problem-solving, il gioco può ispirare il pensiero critico e le competenze di livello superiore degli studenti;
    3. Minecraft è anche un gioco molto sociale, in cui gli studenti possono contare su altri giocatori per l’aiuto nel mondo di Minecraft, che a volte non perdona! Quando gli studenti lavorano insieme, si può costruire un clima di classe positivo, basato sui benefici della collaborazione e sul lavoro di squadra; inoltre gli studenti che non vanno d’accordo nel mondo reale potrebbero diventare alleati nel mondo di Minecraft.

    In conclusione… con la giusta immaginazione e creatività, gli insegnanti possono implementare qualsiasi tipo di lezione nel mondo di Minecraft: le possibilità sono infinite!

  • 5 Errori da non fare quando si usa la tecnologia in aula

    5 Errori da non fare quando si usa la tecnologia in aula

    1) La tecnologia che utilizzi non è davvero necessaria
    A volte, l’ansia di impiegare più strumenti “all’avanguardia” possibile raggiunge il risultato opposto di quello atteso: li rende superflui. Un iPad con mille account ed applicazioni potrebbe non servire per spiegare agli alunni un certo argomento o per fare un rapido schizzo di mappa concettuale.

    2) Gli studenti hanno accesso a troppe cose contemporaneamente
    Quali applicazioni sono necessarie per raggiungere un determinato obbiettivo didattico? Cerca di mantenere semplici le istruzioni e limitare l’accesso solo alle app che sono veramente necessarie. Chiarisci fin dall’inizio il processo di apprendimento con i tuoi studenti, avranno tempo nelle lezioni successive per giocare con tutte le altre applicazioni previste dal programma.

    3) Sei sia il filtro che la fonte del loro apprendimento
    Gli studenti hanno accesso al mondo intero, ricco di informazioni incredibili e scintillanti. Una volta che hanno messo mani ai loro strumenti per iniziare la propria ricerca, e dopo aver esplicitato la consegna, il tuo ruolo è di essere una guida che chiarisce, spiega e fornisce indicazioni. Non un guardiano che limita la loro libertà e curiosità.

    4) Non stai pensando a rovescio
    Inizia sempre avendo ben chiari gli obiettivi del tuo lavoro. Costruisci il percorso di apprendimento a partire dal fondo. Cosa devono ricordare alla fine di questa lezione? Quali materiali devono creare o raccogliere per consolidare il concetto nel tempo? 

    5) La tecnologia sta fungendo da fine e non da mezzo
    Lo scopo di una lezione, a meno che non sia una lezione di informatica, è quello di aprire la mente a nuove conoscenze e modalità di ragionamento. Non è imparare ad utilizzare una determinata applicazione, o costruire un tabellone, un giornale, finire un esercizio.

    La Scuola 2.0 può essere un grande arricchimento o costituire una pericolosa distrazione. Il mondo sta cambiando, ci sono nuove modalità di apprendimento e comunicazione, nuovi linguaggi, che non sono certamente più importanti di quelli tradizionali…ma sono quelli naturali per le future generazioni. Nessuno parla in Fiorentino Dantesco ai propri alunni. Tra 50 anni come comunicheranno insegnanti e studenti?
     

  • Realtà aumentata: di cosa stiamo parlando?

    Realtà aumentata: di cosa stiamo parlando?

    Per realtà aumentata si intende l’arricchimento della percezione sensoriale umana, tramite diversi metodi che permettono di inserire in maniera realistica oggetti virtuali rispetto alla realtà che ci circonda.
    Tutto questo può rendere la realtà aumentata uno strumento di grande potenziale nell’ambito educativo.

    Quante volte gli insegnanti possono trovare difficoltà nel catturare l’attenzione degli alunni? Quante volte gli alunni faticano a mantenerla per lungo tempo? Con la realtà aumentata, gli studenti hanno la possibilità di interagire in prima persona con gli argomenti trattati. Un semplice esempio può essere la spiegazione del corpo umano: quanto può risultare noiosa e complicata agli occhi di uno studente? Con la realtà aumentata si può quasi toccare con mano in maniera digitale ciò che si sta ascoltando, rendendo tutto più semplice, leggero ed appassionante.

    Innanzitutto, per “aumentare” la realtà, ci occorre un dispositivo mobile come un semplice telefonino o un tablet, dotati di fotocamera e di schermo. Attraverso l’applicazione “HP REVEAL”, ad esempio, è possibile proiettare sullo schermo del proprio dispositivo qualsiasi tipo di immagine, video, sequenza ecc. a noi utile, in qualsiasi posto ci troviamo. L’unico criterio fondamentale, è quello di possedere un’immagine ricca di stimoli da inquadrare con la nostra fotocamera.
    E come faccio a sapere qual è l’immagine adatta? Questa app ci aiuta anche in questo! Inquadrando con la fotocamera l’immagine scelta, sarà proprio il nostro dispositivo a segnalarci se tale figura è idonea o meno. Infatti apparirà una barra di tre colori (rosso, giallo e verde) e se l’immagine è ritenuta idonea, un pallino si posizionerà sul verde, altrimenti rimarrà sugli altri colori.
    A questo punto, una volta scelta un’immagine, ci basterà stamparla e posizionarla dove vogliamo. Da questo momento, ogni volta che inquadreremo la nostra immagine, apparirà sullo schermo del tablet o del telefono il documento, il video o ciò che ci interessa, ovunque noi siamo.

    Lo sviluppo di applicazioni educative in realtà aumentata è ancora agli albori, potrebbe essere quindi utile fornire qualche esempio intuitivo e concreto: vedi video in fondo all’articolo.

    Queste applicazioni aiutano ad apprendere in modo divertente ed alternativo. Inoltre, possono essere un’interessante risorsa in ambito educativo e nella disabilità. Ma in che modo?
    Facciamo un esempio concreto: è possibile e frequente che un bambino con Autismo, per gestire l’imprevisto e sapere cosa lo aspetterà durante l’intera settimana, abbia appeso in camera un programma visivo settimanale, in cui troverà indicate le attività da svolgere ogni giorno. Potrebbe essere per lui utile scegliere una piccola immagine, stamparla, e portarla sempre con sé (in tasca, nello zaino, ecc.) e nel caso di un dubbio improvviso, un’incertezza o un momento di crisi, poter posizionare l’immagine sul tavolo e, semplicemente inquadrandola, poter osservare direttamente sul suo schermo il programma appeso in camera. La stessa operazione potrebbe farla un operatore, un genitore, una maestra, attaccando l’immagine per esempio sullo specchio del bagno di scuola, di casa o del centro riabilitativo, e proiettando direttamente sullo schermo del tablet la sequenza di “come ci si lava le mani”, personalizzata e magari fino a quel momento presente solo a casa del bambino. Può essere utile in quei casi in cui avere tanto materiale cartaceo può essere dispersivo e poco comodo (come sull’autobus) o in altri in cui un semplice schermo attira l’attenzione del bambino.