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  • Routine e ADHD durante la quarantena

    Routine e ADHD durante la quarantena

    La condizione di quarantena a cui siamo costretti comporta molti cambiamenti nelle abitudini quotidiane, influenzando inevitabilmente il benessere psicologico. Con l’introduzione dello smartworking, gli adulti non hanno più confini né fisici né temporali tra casa e lavoro: tutto questo comporta il rischio di sperimentare sentimenti di angoscia e di disorientamento.
    In aggiunta, gli adulti che presentano ADHD e i genitori di ragazzi con ADHD sono esposti ad un rischio maggiore di disagio psicologico. Per far fronte a questa situazione, si consiglia di rispettare delle routine che riescano a bilanciare gli impegni lavorativi e il tempo libero, pur restando nella propria abitazione.
    Per gli adulti con ADHD, si consiglia di identificare uno spazio ben definito da dedicare al proprio lavoro e, se possibile, separato dal resto della casa. Al termine dell’orario di lavoro, è utile raccogliere il materiale utilizzato (pinzatrici, fogli, bottigliette d’acqua ecc.) all’interno di una cesta: questo aiuta a delineare meglio i confini tra lavoro e tempo libero. In secondo luogo, è importante definire e rispettare gli orari di lavoro per evitare, ad esempio, di trovarsi a fare colazione mentre si risponde alle email lavorative. Per quanto riguarda la pausa pranzo, è consigliato rispettare le abitudini che si avevano in ufficio: se si era soliti consumare un pasto veloce seduti alla propria scrivania, può essere utile continuare in questo modo. Inoltre, terminato l’orario di lavoro, è importante prendersi del tempo per se stessi e per la propria famiglia.
    Per i genitori di bambini e ragazzi con ADHD, invece, si consiglia di dedicare del tempo in famiglia per condividere dubbi, pensieri e preoccupazioni per alleviare lo stress di ogni giornata. Inoltre, è consigliato stabilire in anticipo il tempo e gli orari che i genitori dedicheranno all’aiuto nei compiti scolastici: può essere utile delineare e scrivere un programma giornaliero insieme ai figli, specificando gli orari in cui i genitori saranno disponibili ad offrire il loro aiuto. L’obiettivo è limitare il più possibile la condizione di incertezza a cui i ragazzi con ADHD sono esposti.

    Fonte articolo:
    https://www.additudemag.com/daily-schedule-quarantine-help-adhd-brain/

     

  • Pandemia, stress e ADHD

    Pandemia, stress e ADHD

    I ragazzi che presentano un ADHD si trovano abitualmente in difficoltà nella gestione delle emozioni; la situazione di quarantena e di isolamento forzato a cui tutti noi siamo costretti può rivelarsi ancor più difficile per loro.
    L’ADHD è caratterizzato da difficoltà nella flessibilità del pensiero, nel controllo degli impulsi e nella regolazione delle emozioni: tutte abilità che sono fondamentali nell’adattarsi ai cambiamenti e per gestire le emozioni che ne conseguono.
    In questo periodo, a causa degli allontanamenti dai compagni e della cancellazione di eventi scolastici ed attività extrascolastiche, i bambini e i ragazzi con ADHD sono preoccupati, frustrati e stressati maggiormente.
    È utile fare una distinzione tra i comportamenti tipici nei bambini e quelli derivanti da questa caratteristica. Tutti i bambini e ragazzi, quando non riescono a gestire o ad esprimere sentimenti, mostrano dei segnali di difficoltà, spesso regressivi, come mangiarsi le unghie, urlare e stare svegli a lungo la sera. Coloro che hanno un ADHD mettono in atto comportamenti più accentuati, come frequenti attacchi di panico, fobie specifiche, ritiro dalla famiglia e difficoltà legate al sonno.
    Nell’ambito di questa emergenza sanitaria, è stato notato che i ragazzi con ADHD mostrano dei segnali di difficoltà più evidenti ed importanti rispetto al solito, per esempio evidenziano un’eccessiva preoccupazione e tristezza, un’incapacità di apprezzare cose che un tempo erano soddisfacenti, hanno un’alimentazione povera e inspiegabili mal di testa.

    In questo caso, gli psicologi dello sviluppo suggeriscono ai genitori di non fornire ai ragazzi false rassicurazioni circa l’emergenza e l’isolamento, ma di dare delle precise indicazioni riguardo alle azioni che si possono o non si possono fare, prestando attenzione alle informazioni dei media o degli adulti a cui i ragazzi sono esposti. Viene anche consigliato di osservare con attenzione i comportamenti dei figli per provare ad individuare i bisogni sottostanti alle loro azioni. Infine, si consiglia l’utilizzo di strumenti tecnologici di comunicazione per aiutare i bambini e ragazzi a rimanere in contatto con gli amici e per sentirsi meno isolati.
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    https://www.centroleonardo-psicologia.net/blog-centroleonardo/adhd.html

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    https://www.centroleonardo-psicologia.net/blog-centroleonardo/i-benefici-della-tecnologia-sull-apprendimento-a-scuola.html
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    Fonte articolo:
    https://www.additudemag.com/distress-adhd-is-my-child-depressed/