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  • I benefici della tecnologia sull’apprendimento a scuola

    I benefici della tecnologia sull’apprendimento a scuola

    In quanti sono convinti che tutta la tecnologia presente al giorno d’oggi sia solamente una fonte di distrazione per gli studenti? Sicuramente in molti.
    Eppure, risulta sempre più evidente come essa abbia anche dei grandi vantaggi nel favorire un buon apprendimento, a patto ovviamente che venga usata nel modo corretto. Grazie allo sviluppo di varie tecnologie e-learning, infatti, l’apprendimento online è ormai diventato una realtà quotidiana. Oltre a offrire un senso di “comodità” alle nostre vite frenetiche, i dispositivi mobili e i tablet hanno anche fornito un modo ideale per sviluppare un tipo di apprendimento più interattivo. Gli studenti ora possono per esempio accedere ai materiali attraverso una vasta gamma di dispositivi, che offrono un maggior livello di flessibilità e un senso di autonomia e controllo: possono non solo scegliere quando e dove studiare, ma anche imparare secondo il loro ritmo. Via via stanno prendendo piede delle app e dei programmi di apprendimento (vedi “Kahoot!”, a cui abbiamo dedicato un articolo del blog), che permettono agli studenti di avere accesso diretto ai materiali e alle risorse online da qualsiasi tipo di dispositivo e soprattutto imparare divertendosi: d’altronde, in una società “gamificata” come la nostra, quale miglior modo di apprendere se non giocando?
    Queste app educative sono create per sembrare dei veri e propri giochi e permettono di imparare attraverso video, quiz, flash card, giochi di memoria, ecc. Collegando quindi i giochi alle unità di apprendimento, viene fornito un modo semplice per “digerire” meglio lo studio da parte degli studenti e aiutarli ad applicare ciò che hanno imparato nella pratica. Attraverso questi giochi è possibile mettere in contatto gruppi di persone che affrontano lo stesso argomento, come può essere una classe di studenti che si prepara a un test, oppure studenti che svolgono uno studio indipendente e li usano per “sfidarsi a chi ha imparato meglio”! Un altro vantaggio dell’utilizzo di queste app è che gli studenti possono monitorare il loro livello di apprendimento gradualmente e non più al termine di ogni sessione di apprendimento come accadeva un tempo: questo tipo di approccio e-learning e online fornisce infatti feedback personalizzati istantanei, che permettono agli studenti di riflettere sulle proprie conoscenze man mano che vengono acquisite.
    Non solo i giochi di apprendimento ma anche i social network rappresentano un buon modo, se usati nel modo giusto, per favorire l’apprendimento interattivo (approfondisci l’argomento in questo articolo). Permettono infatti di costruire comunità di apprendimento online in cui accedere a una vasta gamma di informazioni diverse e di poterle condividere: per esempio, se non ho capito qualcosa, posso usare i social per mettermi in contatto con altri studenti e condividere le idee riguardo un determinato argomento. Possono inoltre favorire i lavori di gruppo online o rappresentare semplicemente una valvola di sfogo in cui condividere le proprie esperienze di studio.

    I benefici della tecnologia sull’apprendimento a scuola sembrano essere molteplici, dunque perché non tentare?

  • Usare Facebook in modo “sano” per il cervello

    Usare Facebook in modo “sano” per il cervello

    Dott. Jacopo Lorenzetti –

    C’è una prova “fisica” della dipendenza da internet?
    Sì.
    Si dice che quando le persone sono emozionate, facciano scintille, vero? Pare che ci sia uno studio in cui gli scienziati hanno letteralmente misurato gli impulsi elettrici emanati dalla pelle dei partecipanti, mentre navigavano su Facebook! http://primelab.missouri.edu/pdfs/wap10.pdf
    Hanno scoperto che le persone mostrano più attivazione cerebrale durante fasi di “ricerca” (quando si cercano informazioni specifiche) anziché in quelle di “browsing” (ossia quando si scorre la pagina dando un’occhiata in generale). Quindi ci sono grosse differenze tra “dare un’occhiata in bacheca” e “andiamo a vedere come sta Jacopo”.

    Un altro studio ha trovato che le persone che usano Facebook in modo così “passivo” hanno più problemi di benessere, a differenza di quelli che ne fanno un uso “attivo” che non ne hanno mostrato i sintomi https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25706656
    Il problema è che noi passiamo gran parte del nostro tempo online in comportamenti “passivi” e non mirati, quindi possiamo dire che per la maggior parte della navigazione stiamo ingaggiando in comportamenti che ci rendono… meno felici!

    Perché allora ci piace scorrere le pagine e tendiamo a perderci tempo su tempo? Tanti anni fa, lo psicologo Skinner ha scoperto che “ricompense impreviste (a sorpresa)” sono più motivanti rispetto a “ricompense previste”. Assurdo, ma vero: se sei sicuro al 100% che otterrai un biscotto schiacciando un pulsante, allora ti stuferai di schiacciarlo dopo un tot. Ma se invece hai solo una possibilità del 50%, ti stancherai più tardi. https://www.youtube.com/watch?v=EDr4wCg0EdY
    Visto che non sai mai quando potrai essere piacevolmente sorpreso da un post divertente, un messaggio deprimente di una persona che ti sta sull’animo, o una buona notizia da qualcuno a cui tieni, o non sai quanti LIKE riceverà la tua foto, il sito ti sta implicitamente invitando a tornare, e tornare, e tornare, per ricontrollare. Se invece sapessi che la tua foto riceverà tot LIKE ogni ora? Lo controlleresti meno.
    Quindi, se vuoi usare Facebook in modo sano, vai a controllare nello specifico ciò che ti interessa. “Posta” informazioni, scrivi e commenta in modo ragionato ciò che ti appassiona.