È necessario far capire agli studenti quanto sia importante un atteggiamento metacognitivo, al fine di trovare il proprio metodo di studio e sviluppare la capacità di apprendere. Le strategie di apprendimento e di studio servono a metterli nella giusta direzione. La nozione di strategia è stata variamente definita da molti psicologi. Essa, in generale, si riferisce ai casi in cui una situazione può essere affrontata in modi differenti: questi modi possono essere considerati strategie se hanno finalizzazione, regolarità e controllo (più o meno consapevole). Molte ricerche hanno mostrato come lo sviluppo delle capacità di memoria e la capacità di utilizzare strategie siano due competenze fondamentali che vanno di pari passo, a partire da quelle più semplici di ripetizione del materiale fino a quelle più complesse che richiedono un’elaborazione. Affinché il soggetto riesca a imparare di più, è importante che sia coinvolto nel processo d’apprendimento, che eserciti un controllo attivo. Difatti, una maggiore elaborazione dei contenuti produce generalmente una memorizzazione migliore. Rohwer (1974) ha individuato nella “generatività” la caratteristica che rende efficace una strategia di studio. Quanto più un metodo implica la riorganizzazione a parole proprie di un’informazione e l’arricchimento mediante l’integrazione di informazioni derivanti dalla propria esperienza, tanto più risulta efficace, cioè conduce a un apprendimento solido e duraturo.
Una delle strategie più efficaci e utili è la motivazione allo studio. Noi essere umani siamo permanentemente motivati a adeguare le nostre conoscenze del mondo, a risolvere conflitti, ad avanzare ipotesi di soluzioni, a trovare una sintesi tra realtà che si presentano in contraddizione. Il concetto di motivazione è un costrutto usato per spiegare l’inizio, la direzione, l’intensità e la persistenza del comportamento diretto verso un obiettivo. È la spinta che anima e sostiene un’azione o un atteggiamento. In riferimento all’istruzione, il concetto di motivazione dello studente viene usato per spiegare il grado in cui gli studenti investono attenzione e sforzo nelle attività scolastiche, cioè la loro disponibilità a impegnarsi in attività di apprendimento. Uno studente sente crescere liberamente la voglia di imparare quando riesce a notare il legame tra ciò che studia e la propria esperienza interiore. Egli riesce a canalizzare tutte le proprie risorse verso lo scopo che vuole raggiungere. Si sente forte, energico, concentrato; pianifica l’azione per renderla efficace, attribuisce grande valore a ciò che sta studiando.
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L’importanza di strategie nello studio
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Fornire un feedback efficace
Il feedback consiste nella valutazione o nel giudizio sul lavoro o sul comportamento di qualcun altro. Il giudizio implica una risposta avente una componente personale, emotiva, basata sulle convinzioni di chi lo emette, nei confronti dell’altro, mentre la valutazione si basa su un’osservazione oggettiva della situazione legata a un evento specifico (comportamento, lavoro, compito), compiuto da un’altra persona.
Una buona valutazione formativa fornisce agli studenti le informazioni di cui hanno bisogno per capire dove si trovano nel loro apprendimento e li porta a sviluppare la sensazione di controllo su di esso. Il feedback più utile si concentra sulle qualità del lavoro, sui processi o sulle strategie utilizzate dagli studenti per svolgerlo. Il ritorno risulta utile se gli studenti lo ascoltano in modo tale da capire che otterranno risultati spendendo impegno e attenzione. Per creare il feedback dell’insegnante che porta all’apprendimento è importante mettersi nei panni dello studente.
Il principio fondamentale è, quindi, considerare la prospettiva dello studente. Risulta necessario anche decidere se in alcune circostanze è più adatto un feedback individuale o di gruppo. Il feedback individuale comunica ad uno studente l’apprezzamento per il suo apprendimento, mentre il feedback di gruppo offre opportunità per un più ampio insegnamento. Queste scelte non si escludono a vicenda. La composizione del feedback è un’abilità in sé.
Le scelte che farai su ciò che dirai a uno studente, ovviamente, avranno una grande influenza su come lo studente interpreterà il tuo feedback. Ancora una volta, il presupposto principale è considerare la prospettiva dello studente.
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LearningApps
LearningApps è un sito che permette ai docenti di far esercitare gli alunni nella loro specifica materia tramite esercizi interattivi sotto forma di giochi. Il vantaggio è che gli studenti imparano vari argomenti divertendosi e con più motivazione rispetto ai classici esercizi presenti sui libri di testo.
Al docente viene consigliato di registrarsi gratuitamente al sito: questo permette di poter salvare e condividere le proprie creazioni. Inoltre, esiste la possibilità di creare delle classi virtuali ad accesso vincolato in cui gli studenti possono accedere in modo semplice e protetto attraverso l’inserimento di password e nome utente, evitando di registrarsi al sito.
Nel sito, l’insegnante può sia esplorare giochi già esistenti e divisi per ciascun insegnamento didattico, sia creare nuovi giochi basandosi su una tipologia esistente. La scelta è molto ampia: sono presenti cruciverba, puzzle da riordinare, impiccato, memory, completamento del testo, quiz a scelta multipla e molto altro ancora. La costruzione dei giochi è molto facile ed intuitiva: sullo schermo compaiono delle voci da selezionare per la creazione di domande di testo, di inserimento di immagini, di file o di audio registrati e altre voci per individuare la tipologia di risposta voluta.
Siccome i giochi sono accattivanti e facilmente personalizzabili, sia dal punto di vista didattico (sono adatti a qualsiasi materia scolastica) sia grafico, gli alunni sembrano apprezzarli particolarmente. Inoltre, LearningApps si adatta molto bene alla didattica a distanza e alle scuole in cui viene data la possibilità agli alunni di utilizzare tablet o altri dispositivi.Link al sito: https://learningapps.org/
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Quizlet: uno strumento per la DAD
Quizlet è un’applicazione usata dagli insegnanti che permette agli alunni di imparare, ripassare ed esercitarsi riguardo ad un argomento didattico specifico. È molto semplice da usare, sia per i docenti che per gli studenti.
Gli insegnanti, dopo essersi registrati in modo gratuito al sito, possono procedere nel creare le cosiddette flashcards, ovvero delle carte virtuali in cui nel primo lato si può scrivere un concetto o una parola e sul retro scrivere la definizione. Dopo aver compiuto questo semplice passo, automaticamente il sito dà origine ad altre prove basandosi sulle definizioni inserite nel primo passaggio. Queste prove consistono in esercizi per imparare l’argomento, scrittura, ortografia, test e semplici giochi in cui gli alunni possono sperimentare le loro conoscenze in modo divertente e sfidarsi a vicenda.
Una volta che il docente ha creato il suo Quizlet, si può inserire in cartelle con accesso vincolato: in questo modo, gli studenti possono accedere al Quizlet specifico collegandosi al sito, digitando il nome con cui la cartella è stata salvata e chiedendo di aver accesso alla classe. In altro modo, i professori possono inviare il Quizlet tramite un semplice copia-incolla del link di riferimento. Gli alunni, appena saranno autorizzati dal professore ad aver accesso ai contenuti della cartella, potranno selezionare l’attività che desiderano sostenere (studio tramite flashcards, scrittura, quiz, giochi, ecc.).Una delle peculiarità di Quizlet è che permette di usare la funzione di sintesi vocale, particolarmente utile per studenti con DSA, che si crea in modo automatico all’interno dell’app. Quizlet può essere utilizzato non solo per l’apprendimento di lingue straniere, ma per imparare qualsiasi materia scolastica, ad esempio fisica con formule e definizioni, storia con date e avvenimenti storici, geografia con nomi di laghi e regione di riferimento e altre materie ancora.
Il vantaggio di Quizlet è di poter essere utilizzato sia in classe, dove gli studenti sono autorizzati all’utilizzo di tablet, sia nella didattica a distanza in cui ogni studente può accedere da remoto alle attività proposte dai docenti.
Link al sito: https://quizlet.com/it -

Difficoltà scolastiche e memoria di lavoro
La memoria di lavoro (working memory) ci permette di mantenere le informazioni in memoria e al tempo stesso di manipolarle.
Possedere delle difficoltà nella memoria di lavoro può incidere sugli apprendimenti degli studenti.Per questo motivo lo psicologo statunitense Milton J. Dehn ha stilato una guida su come adattare la didattica in caso di deficit nella working memory. Il carico cognitivo può dipendere dalla complessità e dalla quantità di materiale da apprendere, quindi il consiglio è quello di ridurre i contenuti. Stilare un apprendimento graduale, da semplice a complesso. Tenere conto delle conoscenze pregresse. Al momento della verifica dei contenuti appresi, tenere conto dei materiali per cui è stata richiesta una memorizzazione e quelli per cui è stata richiesta un’elaborazione.
Utilizzare frasi semplici e concise, presentare le istruzioni in maniera chiara ed organizzata, non prevedere lezioni troppo lunghe sono aspetti molto importanti che l’insegnante deve tenere a mente per non sovraccaricare cognitivamente lo studente. L’ambiente inoltre deve essere tranquillo e privo di distrazioni. Anche presentare le informazioni sia a livello visivo che verbale aiuta. È importante insegnare allo studente ad organizzare il materiale attraverso schemi riducendo le fonti di distrazione quando studia per evitare interferenze. Molto utili sono anche e strategie di memorizzazione dei contenuti.
Quindi, in definitiva, per supportare studenti con difficoltà di memoria di lavoro è opportuno organizzare i materiali e i contenuti da apprendere, prestando attenzione sulle modalità (e quantità) di trasmissione dei contenuti, sulle capacità e sulle strategie dello studente al fine di automatizzare alcune tecniche, riducendo il carico cognitivo per lasciare spazio ai nuovi contenuti.
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I benefici della classe capovolta
La classe capovolta può portare ad una serie di benefici e vantaggi, sia per gli alunni che per gli insegnanti.
Quali sono le caratteristiche dell’insegnamento capovolto?
– permette agli alunni di esprimere la propria creatività, sia da soli che in gruppo, e di sperimentare;
– consente un apprendimento significativo ed uno studio individuale;
– garantisce un maggiore coinvolgimento cognitivo ed emotivo, nonché una motivazione interna: gli alunni verificano in classe se hanno compreso la lezione e se sono in grado di svolgere gli esercizi/attività assegnati/e dal docente, in poche parole si mettono alla prova per sperimentarsi e conoscersi. Nella lezione frontale, invece, la motivazione è esterna, cioè l’alunno studia ciò che il professore spiega, perché glielo chiede qualcuno di esterno, ovvero il docente stesso;
– è strettamente legato ad una maggiore stimolazione, grazie all’uso delle nuove tecnologie e del web;
-porta allo sviluppo di un maggiore spirito critico: gli alunni imparano a formulare domande pertinenti ed ipotesi attendibili, o ancora metodi per verificare le loro supposizioni;
– gli alunni vanno a scuola più volentieri, perché viene data loro la possibilità di lavorare in gruppo, confrontarsi, di essere aiutati o dai propri compagni o dal docente e di sperimentare senza avere paura di sbagliare;
– viene evitato l’isolamento degli alunni meno competenti e sono valorizzate le capacità delle eccellenze;
l’apprendimento viene personalizzato.I benefici per gli alunni:
– le lezioni online sono disponibili da ogni luogo ed in qualunque momento;
– lezioni di questo tipo permettono agli studenti di studiare in base ai loro ritmi (velocità di studio personale), a chi è assente di recuperare e di sviluppare una maggiore curiosità, interesse, o desiderio di conoscere un argomento specifico.I benefici per gli insegnanti:
– interagiscono con la classe, verificando i “nodi” che hanno rallentato la comprensione ed eventualmente come sono stati sciolti dagli alunni più competenti (la bravura di alcuni alunni viene quindi messa a disposizione degli altri);
– possono valutare continuativamente il lavoro dei singoli alunni e dei gruppi, premiando più la creatività rispetto all’apprendimento mnemonico;
-motivazione interna: è più divertente progettare compiti, questionari o attività creative per gli alunni, anziché spiegare la lezione in classe;
– sono più tranquilli se uno studente perde una lezione, poiché può benissimo recuperarla a casa senza che l’insegnante debba, la volta successiva, ripeterla in classe
– possono dedicare più tempo ai ragazzi con difficoltà;
– possono decidere di svolgere in classe dei giochi, non per forza esercizi.Visti i numerosi vantaggi, la sfida attuale, che può dare un’enorme soddisfazione agli insegnanti, è quella di “disancorarsi” dai due pilastri tradizionali, ovvero la lezione frontale e l’interrogazione orale, ed abbracciare questa nuova metodologia didattica, formando in maniera adeguata i docenti stessi.
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La classe capovolta: rapporto online/aula
L’insegnamento capovolto è una metodologia didattica che, già in tempi precedenti al lockdown del 2020, proponeva di “spostare” la lezione da scuola a casa, utilizzando le nuove tecnologie (computer o iPad/tablet, internet..), favorendo così uno studio individuale dei materiali suggeriti dall’insegnante, principalmente videolezioni o contenuti multimediali, e rendendo il tempo a scuola più produttivo e funzionale.
A casa, dunque, gli alunni, guardano il video della lezione che l’insegnante ha loro assegnato, consultando eventualmente il libro di testo, per poi porsi eventuali domande da chiarire in classe. In questo modo gli alunni meno efficienti, qualora abbiano riscontrato difficoltà nell’apprendimento della lezione, potranno ritornare indietro nel video ed avere tutto il tempo necessario per cercare di comprendere i concetti espressi al suo interno. Inoltre sono consapevoli che potranno poi essere aiutati in classe o, addirittura, possono chiedere un aiuto istantaneo ai propri compagni, mediante piattaforme come Moodle o Edmodo.
Anche il lavoro in classe è totalmente diverso: il docente, dopo aver chiarito eventuali dubbi o domande richieste dagli alunni, assegna, individualmente o in gruppo, attività o esercizi specifici, relativi alla lezione appresa a casa (compito autentico o creativo), passando poi tra i banchi, in modo da controllare che gli studenti si impegnino ed aiutando coloro che ne hanno bisogno. Qualora le attività o esercizi fossero individuali, è possibile assegnare ad alcuni alunni compiti di più alto livello, ad altri esercizi di difficoltà minore e ad altri ancora invece l’insegnante potrà rispiegare ciò che non sono riusciti ad apprendere. Il docente dunque, grazie a questa nuova metodologia, può occuparsi dei bisogni individuali degli alunni e lavorare singolarmente con loro. Nell’ultima fase, infine, l’insegnante rielabora e valuta il lavoro completato a scuola, mediante una riflessione su quanto appreso da parte dell’intera classe. Si parla dunque di un consolidamento degli apprendimenti.
La differenza principale tra il modello tradizionale e quello capovolto riguarda il ruolo dell’insegnante, che nel primo caso si pone tra gli alunni ed il sapere, mentre nell’insegnamento capovolto gli studenti hanno diretto accesso alla conoscenza e l’insegnante diventa una guida, un allenatore che li aiuta ad apprendere.
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Photomath
Scansiona – Risolvi – Impara
Photomath è un’app gratuita, utilizzabile sia su smartphone che su tablet, che semplifica la comprensione e la padronanza della matematica; ne supporta l’apprendimento, consente di risolvere immediatamente problemi, che spaziano dall’aritmetica al calcolo, utilizzando semplicemente la fotocamera del proprio dispositivo mobile.
Eseguendo la scansione degli esercizi attraverso il testo stampato o scritto a mano, Photomath scompone qualsiasi problema matematico in più passaggi, fino ad arrivare ad una soluzione. Questo permette che ognuno possa comprendere i concetti fondamentali alla base del compito.
Oltre alla possibilità di scansionare i problemi, l’app presenta altre caratteristiche: calcolatrice scientifica, molteplici processi di risoluzione, non necessità di connettersi ad internet per l’utilizzo, la possibilità di avere più di 30 lingue disponibili e infine offre l’opportunità di utilizzare grafici per la visualizzazione del problema matematico.
Gli elementi di matematica compresi sono tantissimi: dai numeri interi alle frazioni, dalle equazioni alle disequazioni, fino ad arrivare alla trigonometria e alla statistica.
Questa app può essere di aiuto anche ai genitori nel supporto ai figli per fare i compiti, in quanto riesce a facilitarne l’esecuzione riducendo l’ansia associata a questa materia. -

Perché si insegna il coding ai bambini?
Parliamo di coding o programmazione informatica, che è sempre di più al centro di approfondimenti su quanto sia importante avvicinare i bambini della scuola primaria al suo insegnamento.L’obiettivo primario di insegnare questa disciplina è quello di alimentare soprattutto la creatività e la capacità di risoluzione dei problemi da parte dei bambini. Vi sono però anche molti altri aspetti importanti: ad esempio imparando a programmare, si pensa che venga sviluppato il pensiero computazionale, che interviene sui processi mentali con cui si possono risolvere i problemi utilizzando il computer.
Nello specifico il pensiero computazionale, secondo una ricerca, coinvolge tre dimensioni particolari:
⁃ la conoscenza di alcuni concetti computazionali di base;
⁃ l’utilizzo di questi concetti attraverso particolari pratiche (sperimentare, riutilizzare e remixare);
⁃ lo sviluppo di nuovi punti di vista su noi stessi, sugli altri e sul mondo, cercando di percepirsi come creatori con la possibilità di esprimere le proprie idee.Imparare a programmare fin dalla tenera età può aprire nuove strade di apprendimento progressivo. Per questo nasce di conseguenza l’importanza di approfondire i metodi di insegnamento di questa disciplina verso i bambini.
Un esempio pratico è quello di insegnare il coding attraverso la realizzazione di un apprendimento creativo tramite piattaforme specifiche. Questa tipologia di apprendimento si basa su 4 elementi principali, “projects, passion, peers and play“: ai bambini viene quindi richiesto di analizzare alcuni progetti informatici, immaginarsene uno proprio, che gli interessi particolarmente, confrontandosi anche con gli altri bambini e all’interno di un ambiente giocoso. -

Quizlet in classe per imparare le lingue straniere
Quizlet è un app/sito gratuita, che permette di rendere interattivo e piacevole l’apprendimento. Nasce per le lingue straniere, ma si può usare con grande flessibilità.Ecco 5 modalità di utilizzo:
1-Definizioni
È possibile creare delle Flashcard, prendendo alcune parole da una lettura o da ciò che è stato trattato in classe e collegandolo ad una definizione. In questo modo gli studenti potranno utilizzarle in tutte le attività di Quizlet.2-Pronuncia
Quizlet offre una funzione di sintesi vocale che permette ai ragazzi di ascoltare la pronuncia corretta di diverse parole, esercitandosi anche a casa.3-CollocazioniAnziché usare una definizione della parola, è possibile collegarla ad altre parole (tre o più), che solitamente sono strettamente connesse ad essa, creando così una Flashcard diversa.
4-ImmaginiÈ possibile caricare un’immagine e creare un diagramma interattivo, cliccando su aree dell’immagine stessa per contrassegnare degli elementi precisi e metterli in evidenza.
5-Struttura della frase
È possibile infine inserire correttamente una frase nella sezione “termini”, per poi metterla in disordine nella sezione “definizioni”.Quizlet si può trovare suoppure nel Play Store e App Store del proprio dispositivo
https://play.google.com/store/apps/details?id=com.quizlet.quizletandroid&hl=enhttps://apps.apple.com/us/app/quizlet/id546473125
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