Tag: memoria di lavoro

  • L’influenza dell’allenamento cognitivo sulla mente: le ricerche del Prof. Torkel Klingberg

    L’influenza dell’allenamento cognitivo sulla mente: le ricerche del Prof. Torkel Klingberg

    Torkel Klingberg è un professore di neuroscienze cognitive presso l’Università di Karolinska, Svezia, ed è noto per la sua ricerca sulle funzioni cognitive e sulla plasticità cerebrale. Ha scritto numerosi articoli di grande interesse. Di seguito, una sintesi di alcuni degli articoli più letti del Prof. Klingberg:

    “Training of Working Memory in Children with ADHD” (2005): In questo studio, il Prof. Klingberg e i suoi collaboratori hanno investigato l’efficacia dell’allenamento della memoria di lavoro nei bambini con ADHD. Hanno scoperto che l’allenamento della memoria di lavoro ha portato a significativi miglioramenti nelle funzioni cognitive e ai sintomi dell’ADHD, suggerendo che questo tipo di intervento può essere utile nel trattamento dei bambini con ADHD.

    “The Overflowing Brain: Information Overload and the Limits of Working Memory” (2009): Questo libro esplora le limitazioni della memoria di lavoro e le sfide poste dall’abbondanza di informazioni nella società moderna. Il Prof. Klingberg discute l’importanza di comprendere le capacità cognitive umane per affrontare efficacemente le sfide dell’era dell’informazione.

    “Childhood Cognitive Development and Later Risk of Depression” (2011): In questo articolo, gli autori hanno esaminato il legame tra lo sviluppo cognitivo durante l’infanzia e il rischio di depressione in età adulta. Hanno scoperto che un maggiore sviluppo cognitivo durante l’infanzia è associato a un minor rischio di depressione nell’età adulta, suggerendo l’importanza di promuovere lo sviluppo cognitivo nei bambini.

    “Changes in Cortical Dopamine D1 Receptor Binding Associated with Cognitive Training” (2013): In questo studio, il Prof. Klingberg e i suoi colleghi hanno indagato gli effetti dell’allenamento cognitivo sulla densità dei recettori dopaminergici D1 nella corteccia cerebrale. Hanno scoperto che l’allenamento cognitivo è associato a cambiamenti nella densità dei recettori dopaminergici, suggerendo un possibile meccanismo di plasticità cerebrale sottostante gli effetti dell’allenamento cognitivo.

    “Computerized Training of Working Memory in Children with Autism Spectrum Disorder” (2017): In questo studio, gli autori hanno esaminato l’efficacia dell’allenamento della memoria di lavoro nei bambini con disturbo dello spettro autistico (ASD). Hanno scoperto che l’allenamento della memoria di lavoro può portare a miglioramenti significativi nelle funzioni cognitive e nei sintomi dell’ASD, suggerendo che questo tipo di intervento potrebbe essere utile anche per i bambini con ASD.

    Questi articoli offrono una panoramica del lavoro del Prof. Klingberg nel campo delle neuroscienze cognitive e dimostrano l’importanza della ricerca sulle funzioni cognitive, la plasticità cerebrale e le applicazioni pratiche di tali scoperte per migliorare la qualità della vita delle persone con disturbi neurologici e della popolazione in generale.

  • Difficoltà scolastiche e memoria di lavoro

    Difficoltà scolastiche e memoria di lavoro

    La memoria di lavoro (working memory) ci permette di mantenere le informazioni in memoria e al tempo stesso di manipolarle.
    Possedere delle difficoltà nella memoria di lavoro può incidere sugli apprendimenti degli studenti.

    Per questo motivo lo psicologo statunitense Milton J. Dehn ha stilato una guida su come adattare la didattica in caso di deficit nella working memory. Il carico cognitivo può dipendere dalla complessità e dalla quantità di materiale da apprendere, quindi il consiglio è quello di ridurre i contenuti. Stilare un apprendimento graduale, da semplice a complesso. Tenere conto delle conoscenze pregresse. Al momento della verifica dei contenuti appresi, tenere conto dei materiali per cui è stata richiesta una memorizzazione e quelli per cui è stata richiesta un’elaborazione. 

    
Utilizzare frasi semplici e concise, presentare le istruzioni in maniera chiara ed organizzata, non prevedere lezioni troppo lunghe sono aspetti molto importanti che l’insegnante deve tenere a mente per non sovraccaricare cognitivamente lo studente. L’ambiente inoltre deve essere tranquillo e privo di distrazioni. Anche presentare le informazioni sia a livello visivo che verbale aiuta. È importante insegnare allo studente ad organizzare il materiale attraverso schemi riducendo le fonti di distrazione quando studia per evitare interferenze. Molto utili sono anche e strategie di memorizzazione dei contenuti.

    Quindi, in definitiva, per supportare studenti con difficoltà di memoria di lavoro è opportuno organizzare i materiali e i contenuti da apprendere, prestando attenzione sulle modalità (e quantità) di trasmissione dei contenuti, sulle capacità e sulle strategie dello studente al fine di automatizzare alcune tecniche, riducendo il carico cognitivo per lasciare spazio ai nuovi contenuti.

  • Come allenare la memoria di lavoro (pt.2)

    Come allenare la memoria di lavoro (pt.2)

    La memoria di lavoro è la capacità con cui si mantengono e si elaborano le informazioni nella mente. Utilizziamo la memoria di lavoro ogni giorno per svolgere le più variate funzioni: leggere, scrivere, organizzare, conversare, risolvere compiti di matematica e molte altre. Questa capacità risulta limitata nei bambini molto piccoli, i quali riescono a mantenere in memoria solo uno o due elementi per poco tempo. Con la crescita del bambino la memoria di lavoro migliora sempre di più e si stabilizza intorno ai quindici anni di età: ma, dal momento che il percorso evolutivo è diverso per ciascuno, si hanno differenti strade per sviluppare questa competenza. Infatti, la quantità di informazioni che possono essere trattenute in memoria di lavoro varia da persona a persona: alcuni riescono a mantenere numerosi dati a mente, altri, invece, presentano maggiori difficoltà nella loro elaborazione e impiegano più tempo a ricordarsene. Esistono molti modi per migliorarla nei bambini e nei ragazzi.

    1. Un primo metodo che può rivelarsi utile per i bambini è quello di incoraggiarli a scrivere delle liste di tutto ciò che devono fare nel corso della giornata o in tutta la settimana, sia dei compiti di scuola, sia degli impegni sportivi o familiari. Ovviamente questo è un metodo che può essere utilizzato dai bambini che sono già in grado di scrivere e non hanno difficoltà di scrittura; in alternativa le liste possono essere scritte al computer o da parte di uno dei genitori del bambino.
    2. Di fronte alle numerose attività che il bambino deve svolgere, come ad esempio i compiti per la settimana successiva, lo si può aiutare a gestire una per volta ciascuna materia o ciascun compito, in modo da alleggerirgli il carico cognitivo e aiutarlo a organizzare al meglio lo svolgimento di ogni singola attività.
    3. Si può suggerire al bambino di crearsi delle routines giornaliere: ad esempio, se nel corso della giornata le insegnanti hanno spiegato dei nuovi argomenti, dopo scuola il bambino può ripetere a uno dei genitori tutto quello che ha imparato, cercando di ricordare ciò che ha capito e ciò che invece ancora non gli è chiaro.
    4. Inventare col bambino nuovi modi per ricordare le informazioni o per allenare la memoria di lavoro, può essere un metodo molto utile per il bambino stesso, in quanto viene coinvolto attivamente nella ricerca di nuove modalità che può personalizzare e che riflettono i suoi interessi (ad esempio, giocare con la palla quando ripete una lezione o giocare a Memory la sera coi genitori).
    5. Si possono sperimentare insieme al bambino vari modi per migliorare la sua memoria di lavoro: ad esempio, come è stato detto nella prima parte, la creazione mentale di immagini e la loro descrizione orale al genitore può essere molto utile al bambino. Non tutti, però, traggono privilegi dagli stessi metodi, quindi sarebbe necessario capire in quale modo il bambino ha più facilità a ricordare. Alcuni esempi potrebbero essere quelli di cantare, fare delle rime o disegnare.
    6. Infine, sarebbe vantaggioso far praticare al bambino uno sport, dal momento che influisce sull’umore, scaricando la tensione, riducendo lo stress e favorendo il sonno e andando a influire, di conseguenza, sulla memoria e sulle competenze cognitive.

     

  • Come allenare la memoria di lavoro (pt.1)

    Come allenare la memoria di lavoro (pt.1)

    Con il termine “memoria di lavoro” si fa riferimento alle modalità con cui manteniamo ed elaboriamo varie informazioni nella nostra mente e risulta importante per risolvere diversi compiti cognitivi, come la risoluzione dei problemi matematici o la comprensione di un testo scritto. Per capire come funziona, questa abilità viene concepita come una serie di scaffali sui quali vengono collocate le informazioni necessarie per svolgere un dato compito. È una competenza fondamentale nella vita di tutti i giorni e in particolare in ambito scolastico, in quanto viene utilizzata nell’apprendimento dai bambini: una debole memoria di lavoro può portare ad avere difficoltà durante il percorso scolastico, molto più di un basso QI. Esistono differenti modi per migliorare questa capacità nei bambini, i quali possono imparare giorno dopo giorno a utilizzarli nella loro quotidianità.

    1. Un primo modo per aumentare la competenza di memoria di lavoro, è quello di incoraggiare i bambini a rappresentare nella mente un’immagine o una figura che sia indicativa di quello che hanno appena ascoltato, una storia, un racconto o una particolare situazione. Ad esempio, se è stato chiesto al bambino di preparare la tavola per cinque persone, gli si può suggerire di immaginare e poi disegnare come dovrebbe essere la tavola una volta pronta. Mano a mano che la capacità del bambino migliora, gli si può chiedere solo di rappresentarla nella mente e successivamente di descriverla ad alta voce.
    2. Un secondo metodo è quello di incoraggiare il bambino a spiegare ciò che ha appena appreso sia a scuola che in qualsiasi altra situazione, come lo sport: in questo modo è possibile aiutarlo a dare senso alle nuove informazioni e ad archiviarle mentalmente. Inoltre, può iniziare a lavorare immediatamente sui dati appena appresi, invece di aspettare molto tempo e di richiamarli solo successivamente.
    3. Un’altra modalità è quella di proporre al bambino alcuni giochi che richiedano l’uso della memoria visiva, come l’abbinamento di carte uguali (Memory) o la ricerca di alcuni dettagli all’interno di un’immagine di un libro figurato o di una rivista, o ancora la ripetizione delle targhe dei veicoli.
    4. Altri giochi semplici, ma molto utili per lo sviluppo di una buona memoria di lavoro, sono quelli che richiedono l’uso delle carte, come ad esempio Uno, in cui il bambino deve tenere a mente le regole del gioco e, allo stesso tempo, ricordarsi anche delle carte di cui dispone e di come hanno giocato le persone prima di lui.
    5. Un altro metodo che può aiutare gli studenti, sia piccoli che grandi, è quello di evidenziare o sottolineare le parti più importanti di un testo e annotare appunti su un quaderno apposito, per poi rispondere correttamente a eventuali domande successive. Inoltre, è anche consigliata la lettura ad alta voce, con lo scopo di creare ricordi a lungo termine e facilitare così il processo di memorizzazione delle informazioni.
    6. La divisione delle informazioni in parti più piccole può essere un valido modo per facilitare la loro elaborazione e il loro immagazzinamento in memoria. Risulta più semplice ricordare piccoli gruppi di elementi, piuttosto che una lunga serie di questi ultimi; la loro divisione favorisce, in più, una maggiore comprensione e una notevole facilità nel ricordarli anche dopo molto tempo.
    7. L’apprendimento di nuove informazioni può essere migliorato utilizzando i diversi sensi del bambino: un nuovo argomento può essere appreso più velocemente e facilmente attraverso la rappresentazione grafica su un foglio di uno schema e, contemporaneamente, attraverso la spiegazione orale dello stesso argomento; è possibile, ad esempio, giocare a palla tirandola avanti e indietro, mentre si discute sui compiti che il bambino deve fare. Con queste strategie di apprendimento multisensoriale è possibile aiutarlo a ricordare meglio le nuove informazioni e a mantenerle più a lungo in memoria.
    8. Infine, è possibile aiutare il bambino a ricordare meglio portandolo a creare connessioni tra le diverse informazioni. In questo modo, si confrontano vecchi e nuovi ricordi, si collegano tra loro i dati e se ne formano di nuovi per recuperarli successivamente.

    Esistono molti modi per aiutare i bambini ad elaborare e a ricordare informazioni appena apprese: lo scopo è quello di allenarli e aiutarli a sviluppare nuove capacità di memoria di lavoro, affinché si abituino sempre più e siano più spinti a utilizzarli e a farne uso anche da adulti.

     

  • Perché è così importante la memoria di lavoro?

    Perché è così importante la memoria di lavoro?

    Dott. Jacopo Lorenzetti ​- 

    La memoria di lavoro (working memory) gioca un ruolo fondamentale in processi cognitivi semplici e complessi.
    Ogni giorno viene usata anche nella banalità della routine quotidiana: leggere gli articoli di un giornale, calcolare l’ammontare della spesa al supermercato, confrontare mentalmente pro e contro di diverse offerte di lavoro o magari le più svariate e possibili combinazioni per riarredare il proprio salotto. Tutti questi compiti cognitivi richiedono la capacità di mantenere delle informazioni “attive” in memoria, senza le quali è difficile giungere alla migliore risposta possibile. Questa è quindi la memoria di lavoro.
    Partendo dalla teoria di Baddeley (1986), sono stati sviluppati numerosissimi modelli, alcuni anche in conflitto tra loro, per spiegarne le dinamiche, e non si è ancora giunti ad una spiegazione universalmente accettata. C’è chi la descrive come l’insieme di più componenti o “magazzini” (Baddeley e Logie, 1999), chi la considera una “porzione attivata della memoria a lungo termine” (Cowan, 1988, 1995). E c’è anche chi parla di “memoria di lavoro a lungo termine” (Erikson & Kintsch, 1995).

    È dunque possibile migliorare una facoltà così importante del nostro cervello?
    Sì, ed è anche consigliato: infatti chi ha difficoltà scolastiche (DSA e BES) spesso ha anche difficoltà di memoria di lavoro. Inoltre è una delle prime funzioni che iniziano a decadere in età anziana. Ecco alcuni esempi di “training”:

    • Training personalizzato effettuato da uno psicologo riabilitatore, in studio, che prevede un incontro intensivo una volta a settimana e altri esercizi da svolgere a casa propria;
    • Training computerizzato a distanza con programmi specifici come il protocollo Cogmed (più di 100 studi ne dimostrano l’efficacia): http://www.centroleonardo-psicologia.net/cogmed.html
    • Training “misti”, sia in studio che a distanza, supportati anche da programmi per computer o tablet.