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  • Cogmed e ADHD

    Cogmed e ADHD

    Cogmed è un programma online riabilitativo utilizzato per migliorare la memoria di lavoro, ovvero la capacità di ritenere informazioni abbastanza a lungo per completare delle attività. Le ricerche effettuate evidenziano come la quasi totalità dei partecipanti aumenti la capacità di memoria di lavoro di circa il 33%. Inoltre, studi recenti hanno sottolineato l’impatto positivo del programma anche con ragazzi e adulti con ADHD.

    Per intraprendere una riabilitazione con questo programma, è necessario in primo luogo rivolgersi ad un Cogmed Coach, quindi ad un professionista formato in modo specifico su Cogmed, che seguirà la persona interessata nello svolgimento delle prove riabilitative per aiutarla nel raggiungere i risultati desiderati. Le attività sono svolte interamente online, si compongono di 25 sessioni e presentano una visualizzazione grafica molto coinvolgente ed adatta a stimolare la motivazione sia di bambini che di adulti.

    Dalle ricerche effettuate, è emerso che il 75% dei ragazzi con ADHD è riuscito a ridurre i sintomi di disattenzione, impulsività e iperattività grazie all’utilizzo di Cogmed.

    Anche direttamente i ragazzi con ADHD hanno riconosciuto di essere migliorati non solo nell’attenzione, ma anche nel rispettare e comprendere le regole sociali e nel controllo delle emozioni e del comportamento. Infine, i genitori di ragazzi con ADHD hanno evidenziato l’importanza e l’efficacia del trattamento con Cogmed sia nell’attenzione, sia nel raggiungimento dell’autonomia dei figli, ad esempio nel farsi la doccia o nel mantenere in ordine la stanza.

  • Perché è così importante la memoria di lavoro?

    Perché è così importante la memoria di lavoro?

    Dott. Jacopo Lorenzetti ​- 

    La memoria di lavoro (working memory) gioca un ruolo fondamentale in processi cognitivi semplici e complessi.
    Ogni giorno viene usata anche nella banalità della routine quotidiana: leggere gli articoli di un giornale, calcolare l’ammontare della spesa al supermercato, confrontare mentalmente pro e contro di diverse offerte di lavoro o magari le più svariate e possibili combinazioni per riarredare il proprio salotto. Tutti questi compiti cognitivi richiedono la capacità di mantenere delle informazioni “attive” in memoria, senza le quali è difficile giungere alla migliore risposta possibile. Questa è quindi la memoria di lavoro.
    Partendo dalla teoria di Baddeley (1986), sono stati sviluppati numerosissimi modelli, alcuni anche in conflitto tra loro, per spiegarne le dinamiche, e non si è ancora giunti ad una spiegazione universalmente accettata. C’è chi la descrive come l’insieme di più componenti o “magazzini” (Baddeley e Logie, 1999), chi la considera una “porzione attivata della memoria a lungo termine” (Cowan, 1988, 1995). E c’è anche chi parla di “memoria di lavoro a lungo termine” (Erikson & Kintsch, 1995).

    È dunque possibile migliorare una facoltà così importante del nostro cervello?
    Sì, ed è anche consigliato: infatti chi ha difficoltà scolastiche (DSA e BES) spesso ha anche difficoltà di memoria di lavoro. Inoltre è una delle prime funzioni che iniziano a decadere in età anziana. Ecco alcuni esempi di “training”:

    • Training personalizzato effettuato da uno psicologo riabilitatore, in studio, che prevede un incontro intensivo una volta a settimana e altri esercizi da svolgere a casa propria;
    • Training computerizzato a distanza con programmi specifici come il protocollo Cogmed (più di 100 studi ne dimostrano l’efficacia): http://www.centroleonardo-psicologia.net/cogmed.html
    • Training “misti”, sia in studio che a distanza, supportati anche da programmi per computer o tablet.