Tag: coding

  • Girls who code

    Girls who code

    L’organizzazione “Girls Who Code” è stata fondata nel 2012 da Reshma Saujami. Si tratta di una associazione senza scopo di lucro che mira a sostenere ed incrementare il numero di donne in ambito informatico. Il suo obiettivo è quello di colmare il netto divario di genere occupazionale nell’ambiente tecnologico, offrendo grandi opportunità di apprendimento delle competenze necessarie al giorno d’oggi.

    Al suo interno si vuole costruire una “fratellanza solidale” di colleghi e modelli, in modo da aiutare gli studenti a persistere e conseguentemente avere successo.
    Perché è importante avvicinare le donne a questo settore in costante espansione? Perché ormai l’ambito informatico è di fondamentale importanza nel trovare lavoro e ancor più lo sarà in futuro.
    Per contro, ad oggi, di 5 laureati in informatica solo uno è una donna.
    Oltretutto il divario di genere nella tecnologia informatica va via via peggiorando: nel 1995 il 37% degli informatici erano donne, oggi solo il 24%. Non agendo, in 10 anni il numero potrebbe scendere fino al 22%.
    Nell’organizzazione vengono proposte diverse attività a cui è possibile prendere parte: club, campus e programmi intensivi estivi. Dal 2012 ad oggi si è raggiunto il grande numero di 185.000 persone coinvolte, ma è importante continuare ad incrementarlo.
    Siccome negli Stati Uniti si sta lavorando sempre di più per implementare l’informatica nelle scuole, l’organizzazione, per assolvere al proprio mandato, ha creato prototipi di lezione gratuiti inerenti le donne in tecnologia. Questo in modo da creare attività coinvolgenti per tutte le studentesse.
    Una delle principali problematiche che possono incontrare le ragazze interessate all’ambito informatico è la mancanza di modelli femminili di riferimento. Proprio su questo “Girls Who Code” sta intervenendo per sottolineare l’importanza di questi modelli di ruolo e dell’immagine di sé, così da suscitare ulteriore interesse e andare avanti nel mondo della programmazione.

  • Perché si insegna il coding ai bambini?

    Perché si insegna il coding ai bambini?

    Parliamo di coding o programmazione informatica, che è sempre di più al centro di approfondimenti su quanto sia importante avvicinare i bambini della scuola primaria al suo insegnamento.

    L’obiettivo primario di insegnare questa disciplina è quello di alimentare soprattutto la creatività e la capacità di risoluzione dei problemi da parte dei bambini. Vi sono però anche molti altri aspetti importanti: ad esempio imparando a programmare, si pensa che venga sviluppato il pensiero computazionale, che interviene sui processi mentali con cui si possono risolvere i problemi utilizzando il computer.

    Nello specifico il pensiero computazionale, secondo una ricerca, coinvolge tre dimensioni particolari:
    ⁃ la conoscenza di alcuni concetti computazionali di base;
    ⁃ l’utilizzo di questi concetti attraverso particolari pratiche (sperimentare, riutilizzare e remixare);
    ⁃ lo sviluppo di nuovi punti di vista su noi stessi, sugli altri e sul mondo, cercando di percepirsi come creatori con la possibilità di esprimere le proprie idee.

    Imparare a programmare fin dalla tenera età può aprire nuove strade di apprendimento progressivo. Per questo nasce di conseguenza l’importanza di approfondire i metodi di insegnamento di questa disciplina verso i bambini.
    Un esempio pratico è quello di insegnare il coding attraverso la realizzazione di un apprendimento creativo tramite piattaforme specifiche. Questa tipologia di apprendimento si basa su 4 elementi principali, “projects, passion, peers and play“: ai bambini viene quindi richiesto di analizzare alcuni progetti informatici, immaginarsene uno proprio, che gli interessi particolarmente, confrontandosi anche con gli altri bambini e all’interno di un ambiente giocoso.