Tag: autismo e arrampicata

  • I  supporti visivi: strutturare il tempo

    I supporti visivi: strutturare il tempo

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    Come abbiamo visto nei precedenti articoli, per i bambini con disturbo dello spettro autistico, la strutturazione dello SPAZIO è fondamentale per creare un ambiente facilitante: quanto più prevedibile diventa l’ambiente, tanto più regolato sarà il comportamento del bambino. Ma esiste un altro fondamentale elemento di attenzione su cui soffermarsi: la strutturazione del TEMPO.

    Il tempo è un concetto difficile da comprendere per le persone con autismo, in quanto si basa su dati non concreti e visibili. Può quindi diventare difficile riuscire a rispondere a semplici domande come:

    • “Cosa succederà dopo?”;
    • “Per quanto tempo dura questa attività?”;
    • “Quando potrò fare quello che desidero?;”
    • Quanto devo aspettare?”.

    Per aumentare il controllo della persona e la sua autonomia, esistono numerose strategie:

    1- Creare routine e programmi chiari, evidenti e costanti per aumentare la comprensione e la prevedibilità degli eventi, grazie all’utilizzo di supporti visivi che delineano il susseguirsi delle diverse attività e delle pause (in tutti i contesti di vita). http://memoesperienze.comune.modena.it/progettoautismo/index_htm_files/accoglienza%20e%20presa%20in%20carico.pdf
    Sulla base delle caratteristiche della persona con autismo, tali strategie possono essere costituite da oggetti, carte/oggetto, fotografie, simboli di vario tipo, disegni, parole, ecc.

    2- Rappresentare in modo concreto la durata e/o la fine di un’attività, per preparare il bambino al termine del momento piacevole senza “coglierlo di sorpresa”, cercando così di prevenire il rifiuto verso la richiesta dell’adulto.

    Oltre a questo tipo di strategia, si possono usare timer visivi e sonori, clessidre, simboli, ecc.

    3- Strategie visive per l’apprendimento di nuove abilità e autonomie

    Per ogni abilità che la persona può o deve imparare possono essere create strisce visive costituite da oggetti concreti (es. vestirsi = predisporre uno accanto all’altro gli indumenti che il bambino dovrà indossare, posizionandoli in sequenza); oppure strisce costituite da foto, disegni, simboli, ecc.

    Nelle foto di seguito potete vedere un esempio delle sequenze “lavaggio mani” / “faccio pipì” presso il nostro centro:

    4- Strategie visive per l’apprendimento di regole sociali
    5- Strategie per comunicare una richiesta d’aiuto o una pausa offrendo scelte
    6- Agende visive della giornata o della settimana: sulla base delle caratteristiche della persona con autismo, si possono utilizzare oggetti concreti, foto, disegni, scritte, ecc.

    Come fare?

    Oltre all’aiuto dei terapisti, potete realizzare voi stessi i supporti visivi a scuola e a casa. Attraverso scritte, disegni, immagini sul web o scattando direttamente delle foto con il vostro cellulare o una fotocamera! In seguito è sufficiente stamparle e creare i supporti visivi più utili al vostro bambino.

    Attenzione però! È importante utilizzare uno sfondo neutro e mettere in primo piano il soggetto della foto: se si scattano foto da troppo lontano, o se gli oggetti sono appoggiati su pavimenti o tavoli colorati e pieni di fantasie, lo sfondo tende ad essere occupato da altri stimoli e può attirare l’attenzione delle persone con autismo.

    Per far sì che i supporti visivi durino a lungo è opportuno plastificarli dopo averli stampati.

    Visita la pagina dedicata ai servizi dell’Ambulatorio Autismo a QUESTO LINK

  • Autismo e arrampicata?

    Autismo e arrampicata?

    Svolgere un’attività ludico-sportiva favorisce l’acquisizione di competenze funzionali utili alla vita quotidiana. È noto che i bambini affetti da disturbo dello spettro autistico possiedono deficit a livello d’interazione sociale con interessi ristretti e stereotipati, alcuni di questi hanno difficoltà di coordinazione, d’integrazione sensoriale e di organizzazione spazio-temporale. Tra le attività sportive consigliate per incrementare queste competenze vi è l’arrampicata. Questo sport è costituito da movimenti ripetitivi e fornisce un immediato feedback sensoriale, elementi che aiutano il bambino a migliorare la coordinazione generale e in particolare quella oculo-manuale. Inoltre, sempre dal punto di vista psicomotorio, incrementa abilità utili all’apprendimento di base quali attenzione, pianificazione e memoria. L’arrampicata è poi anche utile a livello di autoregolazione emotiva: per una buona riuscita è fondamentale che il bambino impari a gestire l’ansia e lo stress causati spesso dalla difficoltà del non trovare nell’immediato “l’appiglio corretto per affrontare la parete”. A livello psicopedagogico, scalare con il compagno di cordata implica di dover tenere sempre conto dell’altro, delle sue azioni e di collaborare insieme per uno scopo comune. Quindi se da un lato mette alla prova il bambino da un punto di vista relazionale, d’altro canto trattandosi di un ambiente più strutturato, meno caotico, in cui non vi è un perdente o un vincente, ma una sfida con se stessi, si mostra più idoneo rispetto ad altre attività sportive di squadra o individuali. Alcuni centri di arrampicata italiani, organizzano attività in piccoli gruppi specifici per gli ASD Indoor. Il consiglio è quello di provare la disciplina prima nelle palestre, ma di non tralasciare tutti i benefici psicofisici che accompagnano l’attività svolta all’aperto su roccia.

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