Categoria: Plusdotazione

  • Intensità emotiva nei bambini plusdotati

    Intensità emotiva nei bambini plusdotati

    La complessità intellettuale che caratterizza i bambini plusdotati va di pari passo con la loro profondità emotiva: così come il pensiero dei bambini con plusdotazione ha bisogno di attenzioni particolari, anche le loro emozioni sono particolarmente complesse e intense.
    L’intensità emotiva in questi bambini non è una questione di sentire più degli altri, ma un modo diverso di sperimentare il mondo: vivido, assorbente, penetrante, avvolgente, complesso, imponente – un modo di essere fremente e vivo.
    L’intensità emotiva può essere espressa dal bambino in diversi modi:

    – Come intensità del sentimento: sentimenti molto positivi o molto negativi, sentimenti positivi e negativi insieme, emozioni complesse che sembrano passare da un sentimento all’altro in un breve lasso di tempo, identificazione con i sentimenti di altre persone, riso e pianto insieme;
    – Nel corpo: il corpo rispecchia le nostre emozioni, perciò i sentimenti sono spesso espressi come sintomi corporei, alcuni esempi possono essere tensione allo stomaco, arrossamento, mal di testa e nausea;
    – Inibizione: il bambino appare come timido e si ritrae davanti ad alcune situazioni per lui sfidanti;
    – Forte memoria affettiva: i bambini con alta intensità emotiva possono ricordare le sensazioni che hanno accompagnato un episodio e spesso le rivivono e le “risentono” anche a distanza di tempo;
    – Paure, ansie, sensi di colpa e sensazione di essere fuori controllo;
    – Preoccupazioni per la morte e stati depressivi;
    – Legami emotivi e attaccamenti agli altri molto forti, empatia e preoccupazione per gli altri, sensibilità nelle relazioni, attaccamento agli animali, difficoltà di adattamento a nuovi ambienti, solitudine, conflitti con gli altri;
    – Autovalutazione critica e auto giudizio, sentimenti di inadeguatezza e inferiorità.

    Molte persone sembrano non essere consapevoli del fatto che le emozioni intense fanno parte della plusdotazione e perciò questo è un aspetto a cui non si presta molta attenzione.
    Storicamente, l’espressione di sentimenti intensi è stata vista più come segno di instabilità emotiva che non come prova di una ricca vita interiore: la visione tradizionale occidentale vede le emozioni e l’intelletto come entità separate e contraddittorie.
    Esiste tuttavia un legame inestricabile tra emozioni e intelletto e, combinati insieme, hanno un effetto profondo sulle persone plusdotate. È l’intensità emotiva che alimenta la gioia di vivere la vita, la passione per l’apprendimento, la spinta all’espressione di un’area di talento e la motivazione per i risultati.
    Sentire tutto più profondamente degli altri può essere doloroso e spaventoso. Le persone dotate di intensità emotiva spesso si sentono anormali, sbagliate e diverse e questo le porta a sperimentare un intenso conflitto interiore, autocritica, ansia e sentimenti di inferiorità.
    È di vitale importanza insegnare ai bambini plusdotati a vedere la loro maggiore sensibilità alle cose che accadono nel mondo come una risposta normale per loro e a gestirla. Se non glielo si fa capire, potrebbero arrivare a credere che le loro intense esperienze interiori siano una prova di qualcosa di sbagliato in loro. Gli altri bambini potrebbero prenderli in giro per aver reagito in maniera molto emotiva a un incidente apparentemente banale, aumentando così la sensazione del bambino di essere strano. Inoltre, la sensibilità verso l’ingiustizia e l’ipocrisia della società può portare i bambini con alta intensità emotiva a provare disperazione e cinismo in età molto giovane.
    La cosa più importante che possiamo fare per aiutarli è accettare le loro emozioni: hanno bisogno di sentirsi compresi e sostenuti, spiegando che i sentimenti intensi sono normali per i bambini plusdotati e aiutandoli a usare la loro acutezza intellettuale per sviluppare autoconsapevolezza e accettazione di sé.
    Alcuni modi in cui genitori e gli insegnanti possono aiutare nello sviluppo di un senso di sicurezza che porti a un migliore senso di competenza emotiva:

    • Attraverso l’insegnamento di un’applicazione coerente dei valori, delle regole e dei comportamenti ritenuti importanti in famiglia o a scuola. Spiegando l’utilità delle regole al bambino e facendole rispettare attraverso le conseguenze del comportamento;
    • Discutendo apertamente dei sentimenti, sia quelli negativi che quelli positivi. Per questo scopo può essere utile utilizzare un “termometro emotivo” per avviare la discussione, ad esempio “su una scala da 1 a 10, come ti senti oggi”?
    • Prendendo il giusto tempo per ascoltare le idee, le opinioni e i sentimenti dei bambini senza non giudicarle: non interrompere, non moralizzare, non distrarre;
    • Apprezzando la loro sensibilità, intensità e passione, senza minimizzare o sminuire le loro emozioni;
    • Rassicurandoli quando hanno paura e aiutandoli a trovare il modo di esprimere le loro emozioni intense attraverso storie, poesie, opere d’arte, musica, annotazioni sul diario o attività fisiche (tenendo conto che potrebbero sentirsi frustrati quando le loro capacità fisiche non sono all’altezza di quelle intellettuali);
    • Premiando il processo di sforzo e non solo il risultato, impostando il focus sui punti di forza;
    • Ricordando che sono prima di tutto bambini e poi plusdotati. Non aspettatevi che siano dei piccoli “adulti”, Il gioco, il divertimento e le attività ricreative sono essenziali per un forte sviluppo emotivo;
    • Cercando informazioni, consigli o consulenza professionale, se necessario;
    • Infine, possiamo aiutare i nostri bambini dotati di emozioni intense ad accettare il loro ricco mondo interiore di esperienze e a valorizzarlo come punto di forza accettando e valorizzando in primis la nostra esperienza emotiva e i nostri sentimenti, in modo da poter essere un modello positivo per i bambini.
  • Perché sono importanti i programmi specifici per i bambini e i ragazzi plusdotati?

    Perché sono importanti i programmi specifici per i bambini e i ragazzi plusdotati?

    Il termine plusdotato (o gifted) fa riferimento a un individuo che mostra, o ha il potenziale per mostrare, una capacità cognitiva che si colloca sopra la media in un dato momento o in aree specifiche, come l’abilità intellettiva generale, il pensiero creativo, la leadership, le arti visive…
    Paradossalmente, in ambito scolastico può accadere che non sempre questi bambini e ragazzi vadano bene e ottengano buoni voti, motivo per cui possono essere scambiati per studenti svogliati o con un basso potenziale. Per tale motivo, si ritiene indispensabile far sì che anche loro riescano a beneficiare delle ore scolastiche proprio come i coetanei, imparando e partecipando attivamente alle attività attraverso l’utilizzo di strategie educative specifiche per gli studenti plusdotati: la possibilità di formalizzarle in un PDP per BES, lavorando in sinergia con gli specialisti che conoscono la plusdotazione, può far sì che a scuola i bambini e i ragazzi vengano stimolati cognitivamente, che si mettano in gioco durante le attività, che non si isolino, ma soprattutto che si arricchiscano sempre più sviluppando le loro capacità e i loro interessi. In questo modo, si darà loro la spinta a imparare e ad apprendere sempre cose nuove, a incuriosirsi e a conoscere il mondo attraverso lo studio e le esperienze, non solo da bambini e da ragazzi, ma anche da adulti.
    Diversi studi longitudinali hanno dimostrato che l’uso di programmi specifici può rendere vantaggioso il futuro degli studenti plusdotati: ad esempio, in uno di questi i ricercatori hanno rilevato che il 52% dei 345 studenti plusdotati che hanno beneficiato dei programmi specifici durante il periodo scolastico, aveva conseguito in età adulta un dottorato. In un altro esperimento, un campione di 2.409 giovani gifted valutati in adolescenza è stato monitorato longitudinalmente per più di 25 anni. I loro successi sono stati a lungo esaminati e i risultati hanno mostrato che i vari partecipanti avevano guadagnato 817 brevetti e pubblicato 93 libri; uno di questi aveva ricevuto la medaglia Fields in matematica e un altro ancora aveva vinto la John Bates Clark Medal per l’economista più eccezionale sotto i 40 anni. Questi risultati mostrano che le diverse tipologie di abilità possedute dai ragazzi e individuate in età giovanile, sono state adeguatamente sfruttate in età adulta, portando i partecipanti a ottenere numerosi successi personali. Dunque, i progetti didattici personalizzati per i bambini e i ragazzi plusdotati hanno l’importante scopo di far mantenere vivi gli interessi e le abilità dei giovani e di aiutare loro a farli crescere adeguatamente nel corso del tempo.

    Bibliografia
    Loveless, T., Farkas, S., & Duffett, A. (2008). Studenti di alto livello nell’era della NCLB . Washington, DC: Thomas B. Fordham Institute.
    Hertberg-Davis, HL, & Callahan, CM (2013). Introduzione. In HL Hertberg-Davis & CM Callahan (Eds.), Fondamenti dell’istruzione di talento (pp. 1-10). New York, NY: Routledge.
    Campbell, JR, & Walberg, HJ (2011). Studi sulle Olimpiadi: i concorsi forniscono alternative ai talenti in via di sviluppo che servono gli interessi nazionali. Roeper Review , 33 , 8-17.
    Westberg, KL (1999, estate). Cosa succede ai produttori giovani e creativi? NAGC: newsletter sulla divisione creatività e curriculum , 3 , 13-16.
    Park, G., Lubinski, D., & Benbow, CP (2007) Gli schemi intellettuali contrastanti predicono la creatività nelle arti e nelle scienze: Tracciare la gioventù intellettualmente precoce da oltre 25 anni. Scienze psicologiche , 18 , 948-995.

  • Plusdotazione: la ricerca dell’equilibrio tra ipersensibilità e social skills

    Plusdotazione: la ricerca dell’equilibrio tra ipersensibilità e social skills

    I plusdotati sono persone che hanno il potenziale per mostrare livelli di performance e consapevolezza del mondo esterno nettamente maggiori in confronto ai pari, ma solo se le condizioni ambientali sono favorevoli affinché possa sbocciare tale loro espressione. La plusdotazione (o giftedness), però, non ha caratteristiche uniformi da un individuo all’altro, ma può esprimersi in modi differenti, mostrando caratteristiche non solo cognitive, ma emotive e comportamentali diverse.
    Talvolta, a causa dell’originalità dei loro processi cognitivi, possono esserci difficoltà nelle abilità sociali e nelle “soft skills”, quelle abilità che ci permettono di adattarci in modo funzionale nell’ambiente, connesse all’autoefficacia, alla capacità di autovalutazione, di affrontare un fallimento, di autoregolazione emotiva e di entrare in relazione con gli altri e di comprendere i loro stati emotivi e mentali. Questi bambini, avendo interessi differenti, più ampi e per la loro abilità di pensiero critico ed astratto rispetto ai compagni, talvolta tendono a preferire amicizie di adulti o adolescenti o la solitudine, anche per il loro locus of control interno precoce che li mette in difficoltà a confrontarsi con i sistemi valoriali degli altri. Mostrano un pensiero originale, sono molto curiosi e veloci nell’apprendere e nel fare collegamenti; hanno un alto senso di giustizia che compare già in età precoce, comportando il possibile problema di sentirsi superiore in alcuni aspetti morali. Hanno un’alta intensità e profondità emotiva, alte aspettative su se stessi e gli altri, con tendenza al perfezionismo e all’ansia.
    Tuttavia l’ipersensibilità determina una tendenza ad assorbire le emozioni negative delle persone, che si può, in alcuni casi, tradurre anche in difficoltà psicosomatiche. È importante insegnare a questi bambini a percepire e a vivere la loro maggiore sensibilità come una parte normale della loro personalità, creando intorno a loro un ambiente di accettazione e di ascolto, incoraggiandoli ad aprirsi emotivamente senza minimizzare ciò che provano.
    Quando i plusdotati hanno buone capacità organizzative e di performance, si distinguono a scuola per i loro buoni risultati, e spesso gli insegnanti pensano che questi studenti abbiano bisogno di meno attenzioni rispetto ai compagni, ma non è così. Le loro necessità di apprendimento sono diverse rispetto ai pari, anche dal punto di vista emotivo, non solo cognitivo. Sia la scuola che la famiglia devono fornire molteplici e varie opportunità di apprendimento, sia dal punto di vista dello stimolo mentale e artistico, sia dal punto di vista emotivo e sociale.
    Ci sono poi, nella diversità di questo mondo complesso, bambini plusdotati che presentano comportamenti prosociali e sono ben adattati alla classe, mostrando una profonda empatia e preoccupazione per i bisogni e le emozioni degli altri.
    È importante quindi non generalizzare e mantenere una mente aperta, dando attenzione all’individuo nel suo contesto e funzionamento.
    Sempre e comunque, si incoraggia la promozione delle soft skills e delle capacità sociali. A scuola questi interventi sono utili sia per chi ha difficoltà emotive o problemi comportamentali, sia per chi non ne ha, perché sono fondamentali in tutti gli aspetti della vita. È utile lavorare sugli standard che si pongono, sottolineando che va bene commettere errori, che ci aiutano a imparare: si possono indicare momenti in cui gli adulti fanno degli errori e mostrar loro come affrontarli, perché il fallimento è solo uno scivolamento temporaneo, l’importante è l’impegno messo, non il risultato. Questi bambini hanno bisogno di fare un percorso per scoprire loro stessi, le loro particolarità e i loro limiti. È utile, poi, fare degli esercizi come l’analisi narrativa e semantica di alcuni momenti della propria storia personale, il role playing. Alcuni training prevedono l’uso dell’imitazione del trainer, che metterà in atto e spiegherà alcuni comportamenti, o la creazione di gruppi di abilità sociali.
    Attività organizzate in piccoli gruppi migliorano la qualità delle relazioni interpersonali poiché permettono loro di:


    • fare e mantenere amicizie, rispettando le idee altrui; 
    • 
gestire i conflitti;
 
    • riconoscere ed esprimere emozioni piacevoli e spiacevoli;
 
    • migliorare il senso di autoefficacia nelle situazioni sociali; 
    • 
sperimentare strategie di gestione efficace delle difficoltà interpersonal.

    Bibliografia:

  • Studenti con doppia eccezionalità

    Studenti con doppia eccezionalità

    ​Chi sono gli studenti con doppia eccezionalità? “Twice exceptional”, talvolta abbreviato con “2e”, sono alunni plusdotati (gifted) che manifestano anche difficoltà che possono ostacolare lo sviluppo di specifici talenti.

    Perché è dunque importante conoscere la doppia eccezionalità e quali sono i concetti chiave che la caratterizzano? Che ruolo gioca un alto funzionamento intellettivo in un quadro di doppia eccezionalità?
    Una prima riflessione va rivolta sul potenziale in sé dell’individuo e sulle possibilità che si ha di esprimerlo in un contesto che può essere limitato da difficoltà specifiche o aspecifiche.
    In altre parole, la plusdotazione, oppure la difficoltà più o meno specifica, rischiano di non essere identificate, proprio perché entrambi questi aspetti coesistono (Webb, 2004).

    I casi di doppia eccezionalità, seppur in aumento per via della maggiore portata degli strumenti di individuazione precoce e di una crescente sensibilità della popolazione, sono ancora tra i più difficili da riconoscere, proprio perché i due funzionamenti interagiscono, camuffandosi a vicenda, e prestandosi a facili fraintendimenti all’occhio inesperto. È importante infatti che la valutazione sia affidata ad uno specialista competente, esperto di plusdotazione ed in grado di discernere tutte le componenti del quadro di doppia eccezionalità.

    Per questi motivi, quando si parla di doppia eccezionalità si associa anche l’idea di “bambini non compresi” (Brody e Mills, 1997) e più tendenti a sviluppare frustrazione, ansia e problemi di autostima ancora maggiori rispetto a qualunque altro disturbo. Le ricerche (Baum e Owen, 2004) hanno individuato tre differenti profili che spesso emergono dalle descrizioni dei docenti quando si riferiscono a studenti che in realtà sono doppiamente eccezionali.

    I profili menzionati sono:

    • bambini brillanti ma che non lavorano abbastanza;
    • bambini con DSA ma senza abilità eccezionali;
    • bambini con risultati nella media.

    Il primo profilo deriva dalla caratteristica della plusdotazione che, grazie a uno stile di apprendimento divergente ed arborescente, permette al bambino di distinguersi, ma al contempo facendo apparire meno evidenti le difficoltà in ambito scolastico. Negli altri profili sono invece i punti di forza ad apparire meno evidenti in quanto nascosti da altre difficoltà oppure che riescono a compensare alcune criticità scolastiche.

    Da cosa partire? Un riconoscimento precoce, una valutazione e diagnosi corretta possono aiutare lo studente e la famiglia a maturare una più forte consapevolezza del proprio funzionamento. Costruire un dialogo scuola-famiglia ed eventuali progetti dedicati (PDP, PEI) per promuovere i punti di forza dell’alunno. Ancora: l’importanza cruciale dell’orientamento (scolastico e professionale), sperimentando con attività laboratoriali dirette in cui lo studente possa esprimere a pieno la propria curiosità e voglia di imparare, aldilà di barriere derivate dalla propria doppia eccezionalità.

  • Stimolare bambini plusdotati senza sovraccaricarli

    Stimolare bambini plusdotati senza sovraccaricarli

    I genitori di un bambino con plusdotazione spesso temono di non stimolarlo abbastanza e hanno difficoltà a gestire la sua voglia di imparare. Questi bambini sono spinti naturalmente ad imparare, ancor di più quando gli argomenti sono di loro interesse, e i genitori faticano a tenere il passo.

    Il confine tra porre nuove e sfide e sovraccaricare il bambino è però molto sottile. Il sovraccarico può portare a comportamenti oppositivi e persino ad un’avversione per l’apprendimento.

    È importante cercare di comprendere questa fame di apprendere e cercare di saziarla ascoltando i desideri del figlio. Se il bambino è molto piccolo o in età prescolare, vi sono diversi modi di stimolarlo a casa introducendo diverse aree da esplorare: linguaggio, lettura, numeri, natura, scienza e anche arte e musica.

    Se il bambino sta per iniziare la scuola, è opportuno scegliere la scuola più adatta che sia un ambiente sufficientemente stimolante per lui. Se invece è già a scuola e questa non si rivela tale, un bambino plusdotato può essere incoraggiato a espandere i propri interessi in modo creativo. Per esempio, l’interesse per la chimica può essere esteso all’arte della cucina.

    È naturale che i genitori siano preoccupati e non riescano a capire se stanno stimolando adeguatamente o se invece stanno spingendo eccessivamente il figlio. La chiave per rispondere a questo interrogativo è lasciarsi guidare dall’interesse del proprio bambino: quando si mostra riluttante, può essere opportuno allentare la presa.

  • Perché lo psicologo per i plusdotati?

    Perché lo psicologo per i plusdotati?

    La possibilità di accesso a buone opportunità educative può prevenire effetti negativi. Infatti, studenti gifted con un basso livello economico e che non hanno avuto l’opportunità di partecipare a percorsi educativi specifici durante l’infanzia hanno anche più probabilità di abbandonare la scuola rispetto ai coetanei appartenenti ad uno strato sociale più alto. Dall’altra parte, l’accesso ad appropriati servizi per gifted permette di ottenere risultati scolastici, cognitivi e relazionali soddisfacenti.
    La plusdotazione può presentarsi anche in concomitanza a difficoltà di apprendimento e certificazioni di disabilità, rendendo indispensabili interventi specifici. Durante il percorso diagnostico, un’accurata identificazione delle aree sia ad alto funzionamento sia deficitarie è cruciale per progettare al meglio interventi educativi e psicologici efficaci.
    Per quanto riguarda lo sviluppo sociale ed emotivo, spesso avviene in direzione contraria rispetto allo sviluppo cognitivo, risultando deficitario. Per questo viene posta molta attenzione alla promozione sociale ed emotiva nei programmi educativi per i ragazzi con plusdotazione.
    Dunque, gli studenti gifted hanno bisogno di un aiuto specifico per poter sviluppare al meglio il potenziale relativo all’area ad alto funzionamento e necessitano di supporto per gli aspetti emotivi e sociali. È anche importante saper differenziare gli interventi ed i percorsi rivolti ai ragazzi con plusdotazione per poter soddisfare le necessità specifiche di ciascun studente, al di là dell’area in cui risulta un potenziale alto.

  • L’ipersensibilità nelle persone gifted

    L’ipersensibilità nelle persone gifted

    Le persone gifted riescono a comprendere la realtà in modo più accurato, profondo e sensibile rispetto agli altri individui. Sfortunatamente la nostra società tende a considerare i bambini sensibili come “deboli”. Questa scorretta categorizzazione non considera che le persone sensibili hanno spesso un elevato successo proprio dovuto al loro temperamento creativo ed intuitivo.
    Le persone con alta sensibilità presentano caratteristiche molto ambite dalla società, incluse l’elevata creatività, un’ottima scrupolosità, una gentilezza empatica ed abilità di comprensione della realtà molto profonda.
    I segnali tipici di un’elevata sensibilità riguardano la lentezza nelle risposte che vengono espresse in modo accurato, inusuale e creativo. I gifted preferiscono lavorare in autonomia e senza pressioni esterne perché necessitano di particolari spazi e tempistiche per poter produrre idee creative. Sono molto emotivi, reagiscono ai feedback e alle critiche in modo personale e spesso scoppiano in pianti. Dimostrano una profonda empatia per gli altri, con tendenza a preoccuparsi maggiormente per il prossimo piuttosto che per se stessi. Riescono a prestare talmente tanta attenzione per i dettagli, non solo degli oggetti, ma anche al benessere emotivo degli altri, che spesso vengono definiti come “coloro che sanno leggere nella mente”. Sono inoltre sensibili a livello percettivo tanto da accorgersi molto velocemente di cambiamenti di odori o di luce nella stanza.
    Tutto questo comporta sia dei benefici che degli svantaggi. Tra i punti di forza emergono la capacità di elaborare idee creative ed insolite, un’intensa vita interna ricca di immaginazione, un’alta consapevolezza emotiva che li rende ottimi amici, partner e colleghi. L’alta sensibilità per i dettagli aiuta nel prendere decisioni, nel problem-solving e nel comportamento che segue precisi valori etici e morali.
Tuttavia l’ipersensibilità determina una tendenza ad assorbire le emozioni negative delle persone che li circondano, sfociando a volte in difficoltà psicosomatiche. Inoltre spesso non sono capiti né dai coetanei né dagli adulti a causa della profondità con cui affrontano il mondo. La società tende a preferire persone estroverse e veloci, mentre i gifted analizzano le situazioni con calma e con prudenza. Si rivelano particolarmente suscettibili di fronte a persone che hanno stili di comportamento non equi e hanno anche bisogno di più tempo per alleviare lo stress accumulato da interazioni spiacevoli.

  • Caratteristiche degli studenti gifted

    Caratteristiche degli studenti gifted

    Gli studenti gifted si differenziano dai coetanei per diverse caratteristiche peculiari. Per esempio possono mostrare una precocità nella lettura (o in altre abilità strumentali) con un livello di abilità doppia rispetto ai coetanei ed utilizzano un vocabolario avanzato. Hanno una capacità di memoria molto alta e si distinguono anche per velocità di apprendimento di nuove informazioni. I bambini gifted sperimentano situazioni di così intensa concentrazione nelle attività eseguite, tali da non accorgersi dell’ambiente circostante. Presentano un ampio spettro di interessi e di curiosità, trovandosi spesso coinvolti contemporaneamente in più iniziative. Hanno una forte abilità di pensiero critico ed astratto, elaborano informazioni complesse in rapporto all’età e, per questo, preferiscono relazionarsi con adulti e persone più grandi di loro. I bambini gifted sono molto creativi ed esplorano approcci alternativi di fronte alle difficoltà incontrate.
    Al fine di un’identificazione precoce dei bambini gifted, esistono alcune caratteristiche che emergono fin dalla prima infanzia. I bambini ad alto potenziale cognitivo riescono a riconoscere precocemente le figure di riferimento, hanno reazioni intense in risposta ai rumori ed al dolore e hanno un ridotto bisogno di dormire. Presentano un alto livello di attività ed alta capacità di attenzione e di memoria. Si distinguono dai coetanei per uno spiccato interesse per i libri, elevata curiosità, entusiasmo negli apprendimenti e per la velocità con cui riescono ad imparare. Fin da piccoli riescono ad intraprendere ragionamenti di tipo astratto e di problem-solving. Dal punto di vista emotivo, i bambini gifted si caratterizzano per un’alta sensibilità.
    In conclusione, facendo riferimento al mondo della scuola, gli studenti gifted emergono per un’estrema curiosità, idee stravaganti, alta capacità inventiva, utilizzo di astrazioni nei ragionamenti, preferenze relazionali con gli adulti ed entusiasmo nell’apprendere e conoscere sempre più concetti, informazioni ed abilità pratiche.

  • Cosa significa essere dotati nel ragionamento visuo-spaziale?

    Cosa significa essere dotati nel ragionamento visuo-spaziale?

    Esse dotati nel ragionamento visuo-spaziale significa avere abilità particolari nel pensiero astratto e spaziale, capacità di risolvere problemi utilizzando forme e figure, senza usare parole o numeri.

    Esistono due tipi di apprendimento: quello visuo-spaziale, nel quale il cervello è organizzato per pensare più per immagini che per parole e in cui si tende ad orientarsi bene nello spazio e ad imparare tutto in una volta, giungendo a soluzioni con l’intuito, a differenza di quello uditivo-sequenziale che dà molta importanza a parole e numeri nella memorizzazione. Coloro che apprendono in maniera visuo-spaziale sono in genere molto portati per la geometria, per il ragionamento, per la sintesi e le parole chiave. Possono però essere molto disordinati e avere difficoltà nel parlare in pubblico.

    I soggetti “gifted” nel ragionamento visuo-spaziale sono coloro che si collocano sopra al 97° percentile, sono particolarmente dotati nel ragionamento visuo-spaziale, possono arrivare a conclusioni partendo da alcune informazioni fornite grazie al loro intuito e sono inoltre molto bravi nei giochi visivi come i puzzle. A differenza di quanto si possa pensare, però, questi bambini dotati riscontrano spesso difficoltà a scuola in quanto quest’ultima è organizzata specialmente per coloro che ragionano in maniera audio-sequenziale. Possono avere difficoltà nello spelling e nelle interrogazioni orali, tuttavia, grazie alle ricerche, molti insegnanti sono preparati su questo tema e possono aiutare questi bambini mettendoli nelle condizioni migliori per l’apprendimento, utilizzando ad esempio maggiori informazioni visive come grafici, fotografie, colori e usando computer, parole chiave e un approccio dall’intero al particolare.

    Molto importante risulta anche l’aiuto dei genitori di questi bambini, i quali devono informarsi su questa modalità di apprendimento per poterli così aiutare con l’organizzazione dei compiti, nonché comunicare costantemente con gli insegnanti.

  • Studenti gifted a scuola: che fare?

    Studenti gifted a scuola: che fare?

    In molte scuole ai bambini plusdotati viene richiesta un’omologazione con il resto della classe e questo porta, date le loro peculiari capacità, a problematiche di inserimento e coinvolgimento nel contesto scolastico. Questa situazione però porta ad aspettative che si rivelano “ingiuste” nei loro confronti.
    In effetti la scuola dovrebbe essere il primo luogo in cui i doni cognitivi di ciascun bambino dovrebbero venire accolti ed apprezzati.

    Ai bambini plusdotati, invece, capita spesso di essere lasciati a “se stessi” nei tempi di attesa in cui devono aspettare che i compagni abbiano finito un’attività per poter continuare successivamente con un’altra, sommando queste pause forzate ad altri momenti di riposo (pranzo e ricreazioni); quindi per buona parte della giornata scolastica non sono coinvolti attivamente.
    Da questo punto di vista, sarebbe importante intraprendere un cambiamento verso questi bambini, non soltanto chiedere loro di essere pazienti verso gli studenti “tipici”, ma rendergli merito su diversi aspetti e ringraziarli:

    • per aver aspettato, pazientemente o meno, che tutti finissero, dato che lunghi momenti di pausa possono rendere difficile la ripresa della concentrazione;

    • per aver pensato di portarsi un libro da leggere nei momenti di pausa;

    • per non aver ceduto alla frustrazione;

    • per essere disposti ad andare a scuola comunque tutti i giorni, dato che l’apprendimento potrebbe risultare non appagante;

    • per essere disposti ad aiutare gli altri, anche se può essere davvero difficile dover spiegare qualcosa che per loro è stato intuitivo da subito.

    In conclusione ringraziarli di rimanere fedeli alla scuola, con la speranza che presto anche per loro ci potranno essere dei programmi arricchiti e tarati anche sulle loro capacità.